Cronaca

Cementir, Russo accusa: “Raddoppio atto illegittimo”


TARANTO – Non solo Ilva. L’avvocato Nicola Russo, coordinatore del comitato Taranto Futura e promotore del referendum sulla chiusura del siderurgico, punta la lente d’ingrandimento sulla Cementir. In un esposto, già presentato in Procura e illustrato oggi alla stampa, Russo chiede di fare chiarezza sull’ampliamento dello stabilimento, e sulle autorizzazioni che hanno concesso il via libera all’operazione. Nei ‘pass’ concessi da Comune, Provincia e Regione si configurerebbe – dice Russo – una “violazione dell’articolo 104 del Regolamento comunale di Igiene e sanità pubblica del Comune di Taranto, approvato con Delibera del Consiglio comunale n. 120 del 20 novembre 1998”.

Si legge nell’esposto: “Sembra che nella Zona delle Officine Caputo, in Taranto, siano iniziati i lavori per l’ampliamento e installazione di nuovi impianti della Cementir (sembra che la produzione di cemento aumenterà del 70% per questo revamping), in seguito alle autorizzazioni del Comune e della Provincia di Taranto, nonché della Regione Puglia, che a sua volta sembra che abbia stanziato in merito circa 20 milioni di euro ovvero denaro pubblico. I nuovi insediamenti che effettuano, in tutto o in parte, lavorazioni insalubri iscritte alla prima classe, non sono consentiti all’interno del perimetro dei centri edificati. Analogamente, nel perimetro dei centri edificati (e la Cementir si trova inconfuta-bilmente in un centro abitato tra Lido Azzurro – insistente nel Comune di Taranto – e gli insediamenti abitativi della città stessa), non sono consentiti ampliamenti e/o ristrutturazioni di insediamenti esistenti relativi a cicli di lavorazioni insalubri iscritti nella prima classe”. “Si chiede – si legge ancora nel documento firmato dal coordinatore di Taranto Futura – che il sig Procuratore della Repubblica adito voglia indagare sull’esistenza di presunti responsabili (da identificare) per le menzionate ed eventuali autorizzazioni arbitrarie concesse in merito, in violazione del citato art. 104 del Regolamento comunale di Igiene e sanità pubblica del Comune di Taranto , approvato con Delibera del Consiglio comunale n. 120 del 20 novembre 1998, previo accertamento di eventuali ipotesi di reato, procedendo, se del caso, al sequestro preventivo di cui all’art. 321 del codice di procedura penale di impianti o manufatti esistenti presso la Cementir di Taranto, al fine di sospendere e/o prevenire la turbativa de qua, trattandosi eventualmente di cose pertinenti al reato, la cui libera disponibilità può aggravare o protrarre le conseguenze del reato stesso da ipotizzare, ovvero agevolare la commissione di altri reati ipotetici dello stesso genere”. All’esposto Russo allega il decreto ministeriale del 5 settembre 1994, il Regolamento comunale di Igiene e Sanità pubblica, il Prospetto Direttive dell’Istituto Superiore di Sanità sulle sostanze chimiche pericolose ed il testo del Decreto legislativo numero 52 del 1997.

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