25 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2021 alle 06:51:29

Cronaca

Blitz “Wan Chai”, uno degli indagati trovato con quattro pistole

La droga era chiamata: cd, dvd o giocattolo


Dopo l’arresto di Roberto Petruzzelli il gruppo iniziale si
è scisso in due: il primo, con a capo Dalila Favale alle cui dipendenze vi
erano Francesco Scarcia e Giuseppe Carriero, il secondo, organizzato da
Agostino Petruzzelli, in cui operavano i fratelli Schinaia e Domenico
Piccione.

I fornitori erano Cristian Goffredo e il tarantino Angelo Pascali.
Secondo gli investigatori lo spaccio di droga, gestito con sensibilità
“imprenditoriale” dai fratelli Petruzzelli e dalla Favale, prevedeva una
suddivisione di ruoli e competenze, con precise tariffe e luoghi in cui veniva
confezionata la droga e precisamente un box della Favale o le abitazioni dei
Petruzzelli.

E’ emerso che gli indagati facevano ricorso a termini criptici per
indicare le richieste di stupefacente o il materiale utilizzato per il
confezionamento (“cd”, “dvx”, “dvd”, “bilancia perché mi devo pesare”, “mi
aiuti”, “sto a piedi”, “ti devo pagare le olive”, “la moto bianca”, “i
giocattoli”, “il marrone”). I termini per indicare il tipo di droga erano
invece il “servizio” “la bianca” “le panette”, il “fumo” e “Wan Chai”. Tra gli
indagati anche l’ex latitante Leonardo Accattatis che avrebbe comprato la droga
da Roberto Petruzzelli attraverso Giovanni Schinaia. che avrebbe fatto da
corriere e da autista. Ad alcuni indagati contestata la detenzione illegale di
armi. Giovanni Schinaia avrebbe nascosto quattro pistole che avrebbe mostrato
ad una sua conoscente, intimandole poi di tacere. Anche nei confronti dei
fratelli Petruzzelli sono emersi indizi riguardo alla detenzione di una pistola
calibro 9.

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