06 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2021 alle 06:58:33

Cronaca

Un piano d’azione contro il caporalato

L’intesa siglata in prefettura


Piano d’azione per la tutela dello sviluppo
agricolo ed il contrasto al caporalato.

È stato varato ieri,
in prefettura dal presidente della Regione Puglia, Michele
Emiliano, e dal prefetto di Taranto, Donato Cafagna, il
piano che prevede misure di sostegno all’agricoltura e di
contrasto al fenomeno del caporalato.

L’intesa, che è stata
condivisa dall’Ispettorato del Lavoro, dall’Inail, dall’Inps,
dall’Asl, dai sindaci dei Comuni di Castellaneta, Ginosa,
Grottaglie, Laterza, Manduria, Massafra, Palagianello, Sava
e dalle organizzazioni sindacali di categoria e datoriali, ha
l’obiettivo di «attuare un programma articolato di interventi
in favore dello sviluppo del “lavoro agricolo di qualità”
con l’obiettivo di promuovere la legalità e la sicurezza nei rapporti di lavoro e di sviluppare iniziative mirate di
prevenzione e di contrasto delle attività illecite in danno del
sistema produttivo – spiegano dalla prefettura. Il punto di
forza dell’intesa consiste nell’individuare strumenti concreti
per sottrarre ai caporali la gestione della logistica – dalla
domanda di forza lavoro al reperimento dei lavoratori sino
al trasporto – prevedendo, viceversa, misure coordinate
per garantire l’incrocio legale della domanda e dell’offerta
di lavoro nelle cosidette “piazze di legalità”, luoghi fisici
e virtuali promossi con i sindacati e le organizzazioni di
categoria, attraverso servizi di orientamento al lavoro presso
i Centri per l’impiego e gli sportelli informativi presso gli Enti
locali.

Per la mobilità dei lavoratori agricoli verso i luoghi
di lavoro vengono incentivate dalla Regione convenzioni
con società di trasporto pubblico e privato. Un impulso
particolare è impresso alla questione della sicurezza e della
salute sui luoghi di lavoro attraverso attività di formazione
destinate agli operatori, l’attivazione di protocolli sanitari
di prevenzione e l’istituzione di presidi medico – sanitari
mobili. L’obiettivo è quello di evitare nuovi lutti ed elevare gli
standard di tutela
dei lavor ator i.
La Regione si è,
inoltre, impegnata
a promouovere
e migliorare l’accoglienza abitativa e l’integrazione degli stranieri impiegati nei lavori agricoli, in particolare nell’arco jonico
sud-occidentale,
elaborando bandi
per promuovere
l’ospitalità degli
stagionali in condizioni dignitose e salubri ed attivando
sportelli informativi con mediatori linguistici – culturali,
psicologi e personale competente.

Facilitazioni e premialità
saranno, infine, messe a disposizione in favore delle aziende
inserite nelle reti di qualità certificate, anche attraverso
incentivi per la dotazione di strumenti di sorveglianza e
difesa passiva».
Per la gestione del complesso di interventi coordinati, il
presidente Emiliano ha indicato soggetti attuatori: la Task
Force per l’occupazione regionale; la sezione regionale
“Sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni ed
antimafia sociale”, il Servizio Formazione Professionale,
il Dipartimento Agricoltura e l’Assessorato ai Trasporti.
La prefettura di Taranto assumerà il coordinamento, di
concerto con la Regione, delle attività programmate in seno
alla Cabina di Regia provinciale.
Cgil Cisl Uil, con le rispettive Federazioni di categoria Flai
Cgil Fai Cisl Uila Uil plaudono alla sottoscrizione del piano di azione per lo sviluppo agricolo ed il contrasto al caporalato,
a conclusione di un «proficuo dialogo istituzionale e sociale
sviluppatosi nei mesi scorsi, meritoriamente presieduto e
guidato dal prefetto Donato Cafagna».

«Per Confagricoltura Taranto – commenta il presidente Luca
Lazzàro – il Piano sottoscritto è un passaggio importante,
perché coinvolge tutti i protagonisti del mondo agricolo,
e a tutti i livelli, offrendo una cornice istituzionale
compatta e strumenti concreti. In particolare, sul piano
dell’intermediazione del lavoro, dello sviluppo agricolo e
della mobilità che senza una visione globale rischiavano di
restringere il campo alla patologia del caporalato, perdendo
l’occasione di affrontare nodi altrettanto importanti per
l’economia agricola. Alle aziende – sottolinea Lazzàro – ora
possiamo dare la certezza che non saranno sole in questo
percorso e che avranno a disposizione un sistema costruito
per tutelare e incentivare il “lavoro buono” e sanzionare
solo quello cattivo».

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