15 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Gennaio 2021 alle 15:22:45

Cronaca

Controlli nelle campagne, la Cia “chiama” i medici

L’intervento dopo il decesso della bracciante nei campi di Ginosa


«Gli imprenditori
agricoli fanno e sono pronti
a fare ancora la propria parte
e hanno riaffermato, con senso
di responsabilità, la loro
disponibilità a collaborare
nell’ottica della prevenzione
sanitaria, dell’incremento
della sicurezza e del contrasto
del lavoro nero, ma
anche le istituzioni sono
chiamate ad un ulteriore
sforzo».

Il direttore dell’Area
Due Mari Taranto e Brindisi
Cia-Agricoltori Italiani Vito
Rubino sollecita un impegno
aggiuntivo a supporto delle
aziende e interventi normativi
in grado di rendere
più trasparenti ed efficaci
le procedure riguardanti la
sicurezza sui luoghi di lavoro.

«Se da un lato le aziende,
insieme alle organizzazioni
che da anni lavorano con gli
enti preposti in progetti di
formazione e informazione, si
impegnano ad assolvere agli
obblighi e agli adempimenti
in materia di sicurezza – continua
il direttore Vito Rubino
– dall’altro, le istituzioni
sono chiamate a snellire le
procedure, a semplificare la
burocrazia che continua ad
imbrigliare il settore e a sostenere
i comparti in questi
momenti di difficoltà. Le imprese,
seppure vessate dallo
stato di crisi determinato da
calamità, siccità, prezzi da
fame dei prodotti agricoli,
hanno sempre assicurato la
piena collaborazione».

Anche alla luce del decesso
di una bracciante agricola
nei campi di Ginosa, nel corso
della riunione della cabina di
regia per la sicurezza nelle
campagne, convocata dal
prefetto di Taranto Donato
Cafagna, è emersa la volontà
di «migliorare la qualità dei
controlli sanitari sui lavoratori
– si legge in una nota
della Cia. In questo quadro
è fondamentale il ruolo sul
territorio dell’Ente Bilaterale
Agricolo che rappresenta le
Associazioni di categoria e
le Organizzazioni Sindacali
e, come convenuto, opererà
in un più stretto raccordo
con l’Asl».

«Auspichiamo un maggiore
coinvolgimento dei medici di
base che conoscono la storia
clinica dei propri assistiti
– prosegue il direttore Vito
Rubino – I datori di lavoro
agricolo operano in campo
con i propri lavoratori e sono
i primi ad avere a cuore la
sicurezza sanitaria. E non ci
sottrarremo certo a controlli
più stringenti ma, al contrario,
chiediamo che siano
sempre più accurati».
Cia Puglia, è pronta a «stimolare
e incoraggiare eventuali
interventi normativi.
I nuovi contratti agricoli,
peraltro, sono stati redatti e
sottoscritti, grazie al lavoro
svolto da Cia sui territori
provinciali, con il precipuo
obiettivo di arginare il caporalato
e secondo standard
a cui tendono anche gli altri
comparti.

Da sempre, è interesse
dell’imprenditoria sana,
che opera nella legalità, isolare
le zone grigie e chi non
rispetta le regole – aggiunge
il vicepresidente vicario Cia
Taranto Raffaele Ignazzi. Non
siamo disposti a finire nel
tritacarne mediatico o nei
processi di piazza, prima ancora
che a pronunciarsi sia la
magistratura e che vengano
accertate eventuali responsabilità.
Siamo scossi, come
tutta l’opinione pubblica, e
riteniamo doveroso, a prescindere
dalle cause dell’ultimo
decesso, in agricoltura
come negli altri settori, attivare
e implementare le campagne
di informazione, sensibilizzazione
e prevenzione.
Continueremo a collaborare
con le forze dell’ordine e gli
organi di vigilanza impegnati
nell’azione di repressione delle
condotte illegali – conclude
il vicepresidente vicario Cia
Taranto Ignazzi – a tutela
dell’agricoltura di qualità che
è sinonimo anche di etica».

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