17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 22:58:00

Cronaca

Risolto a Taranto un caso di “Chi l’ha visto?”

Fabio, 48 anni, è stato rintracciato in via Cesare Battisti


Un anno e mezzo in giro per l’Italia. La
denuncia del cugino, il caso risolto dopo una segnalazione
al Comando di Polizia locale. Stazione ferroviaria
e treno per casa, destinazione Voghera.

Dopo un anno e mezzo nel girare in lungo e largo l’Italia,
un uomo di 48 anni, residente a Voghera (Pavia)
e in preda ad un lungo stato confusionale, finalmente
riabbraccia la famiglia. Uno dei casi segnalati in questi
mesi dalla trasmissione “Chi l’ha visto?” viene, insomma,
risolto a Taranto, grazie anche ad una serie di circostanze
fortuite. Prima la segnalazione di una donna,
successivamente una telefonata al comando di Polizia
locale di via Acton e, infine, l’intervento risolutivo di
una pattuglia della viabilità.
Detto così sembrerebbe un caso risolto in quattro e
quattro otto. Invece la storia cominciata in città, grossomodo
in via Cesare Battisti alle nove del mattino,
si conclude all’ora di pranzo.

Precisamente alle 14.02,
orario in cui dalla stazione di Taranto parte un treno
per Milano, con scalo a Pavia. In mezzo, il contatto
con il Comando dei carabinieri che, puntuale, fornisce
indicazioni per risalire ad un familiare e scrivere
il lieto fine a una storia che aveva lasciato molta gente,
telespettatori compresi, con il fiato sospeso per un
anno e mezzo.

La storia va raccontata. Circostanze fortuite, si diceva.
L’uomo, quarantotto anni, una volta identificato, ora
ha anche un nome: Fabio. Cammina indisturbato per
le strade di Taranto, nei pressi di via Battisti. Fino a
quando non ha uno scambio di battute, banale, con una
signora. La donna si accorge che l’uomo, nonostante
presenza e modi garbati,
ricorre a frasi talvolta
sconnesse. Dopo l’acceso
diverbio, il quarantottenne
si allontana. La signora,
però, segnala il caso a
qualcuno che, a sua volta,
telefona al Comando di
polizia locale. Una pattuglia
è in zona. Gli agenti
in servizio raccolgono
dai presenti episodio e
descrizione dell’uomo,
serie di elementi utili per
mettersi sulle sue tracce.

Non è passato molto dalla
segnalazione, pochi minuti
dopo lo “scomparso”
viene raggiunto, accompagnato al Comando e identificato.
E’ lui, quel Fabio allontanatosi un anno e mezzo
fa da casa, senza un motivo. Erano stati i carabinieri
a verbalizzare la denuncia da parte di un cugino. Rintracciano,
finalmente, sul posto di lavoro il congiunto
di Fabio. Scatta il piano di rientro. Nel frattempo,
secondo testimoni, il quarantottenne oltre a prestarsi
a fornire indicazioni necessarie, quasi si discolpa per
aver provocato tutto quell’andirivieni di gente, telefonate,
moduli da riempire. “Non voglio darvi fastidio,
crearvi problemi”, sembra dica agli agenti in servizio
al Comando che gli prestano i primi soccorsi insieme
con generi di conforto.

L’uomo ha l’aria smarrita. Viene
rifocillato. Nel frattempo il cugino dello scomparso
fa un bonifico di duecento euro (biglietto ferroviario e
denaro contante per affrontare eventuali spese).
L’ultimo atto della vicenda viene compiuto sempre
dagli agenti della Polizia locale, che accompagnano
l’uomo alla stazione, fanno il biglietto e lo mettono sul
treno Taranto-Milano. Il cugino attende Fabio a Pavia,
per poi ricondurlo a casa, a Voghera, dove riabbraccerà
i familiari. Si conclude con un lieto fine la storia,
cominciata con un normale scambio di opinioni. Non
fosse stato per la prontezza di riflessi della donna, che
ha manifestato perplessità sullo stato dell’uomo, Fabio
starebbe circolando per le strade di Taranto ancora
senza una meta.

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