Cronaca

​“Rotaie da incubo”, c’è anche Taranto​

Nel mirino la tratta che collega Reggio Calabria al capoluogo jonico


«I tanti utenti che fino a pochi anni fa si affidavano al
treno per spostarsi tra i centri ma
soprattutto i pendolari (pensiamo ad
esempio all’Ilva di Taranto ed agli
studenti che avevano orari dei treni
concordati con le rispettive scuole)
vedono tutto il trasporto pubblico su
questa tratta trasferito su gomma».

Come ogni anno, all’entrata in vigore
dell’orario invernale, Legambiente
lancia la campagna Pendolaria
2017 con una prima analisi della
situazione del trasporto ferroviario
pendolare in Italia.
«La nostra mobilitazione a fianco
di chi ogni giorno prende il treno
per andare a lavorare, a scuola o
all’università ha l’obiettivo di far
capire quanto sia importante e urgente
migliorare il trasporto pubblico
su ferro nel nostro Paese. In
questo dossier, per far comprendere
la situazione che vivono ogni
giorno i pendolari, sono stati messi
in evidenza numeri e storie, da diverse
parti del Paese. Perché purtroppo
su alcune linee e in alcune
città, la situazione in questi anni è
peggiorata e manca persino la speranza
che qualcosa cambi».

Secondo Legambiente «due questioni
vanno sottolineate in questo
contesto articolato. La prima è che
ci sono differenze tra le regioni,
che riguardano il numero dei treni
in circolazione, l’età dei treni e
l’entità dei tagli avvenuta in questi
anni. Solo in pochissime regioni si
è mantenuto o aumentato il servizio
(il caso migliore è la provincia
di Bolzano), in tutte le altre è stato
ridotto o al limite è numericamente
rimasto uguale ma con tagli in
alcune linee (o vera e propria cancellazione
di collegamenti) per trasferirli
su altre ritenute prioritarie.
Le seconda è positiva, e riguarda il
fatto che negli ultimi anni si stanno
finalmente sostituendo i treni più vecchi con treni nuovi. In particolare
in alcune Regioni, attraverso
i contratti con Trenitalia, sta avvenendo
un miglioramento del parco
treni circolante con mezzi nuovi. Il
problema che rimane è quello che
sono troppo pochi i treni in circolazione,
e in alcune Regioni del Sud
sono anche talmente vecchi e lenti
da essere la causa dello scarso utilizzo
del trasporto ferroviario».
E veniamo alla graduatoria 2017
delle “Dieci peggiori linee d’Italia
per i pendolari”.

Continua anche
nel 2017 l’odissea dei pendolari
della linea Roma-Ostia Lido, che
si conferma tra le peggiori d’Italia
per i continui disagi, interruzioni
del servizio ed anzianità dei treni e
delle stazioni. Ed un’altra conferma
in negativo, ancora un volta, è rappresentata
dalla ex Ferrovia
Circumvesuviana.
Sul gradino più basso del podio,
quindi, la linea Reggio Calabria –
Taranto. «Una linea storica, una
straordinaria eredità dei nostri
nonni che versa in situazioni di
penoso abbandono – spiegano da
Legambiente.

La ferrovia Jonica è
una linea di 472 km, che collega
tre regioni e tanti centri portuali e
turistici e che ha visto negli ultimi
anni un peggioramento drastico del
servizio ferroviario. Tagli ai collegamenti
e una situazione mortificante
per i pendolari. Con il nuovo
orario da Reggio a Taranto, vi saranno
6 collegamenti giornalieri. Il
treno più veloce impiega 6 ore e 15
minuti, con tre cambi: a Paola, Castiglione
Cosentino, Sibari. Ma da
Sibari il treno non c’è più, per cui si
continua in pullman. Ed è qui la situazione
più drammatica, quella dei
pendolari e degli studenti dell’alto
Jonio calabrese e della Basilicata
dove, ad esempio, da Policoro-Tursi
partono solamente autobus per Taranto.
I tanti utenti che fino a pochi
anni fa si affidavano al treno per
spostarsi tra i centri ma soprattutto
i pendolari (pensiamo ad esempio
all’Ilva di Taranto ed agli studenti
che avevano orari dei treni concordati
con le rispettive scuole) vedono
tutto il trasporto pubblico su questa
tratta trasferito su gomma».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche