Cronaca

Due mesi di lavoro al call center senza stipendio

Le lavoratrici hanno trovato il coraggio di raccontar la loro storia


«Abbiamo lavorato
senza mai essere pagate. Ci avevano
promesso che dopo 45 giorni
avremmo ricevuto lo stipendio, ma
sono passati due mesi e non abbiamo
mai visto un centesimo».

Esasperazione,
incredulità, rabbia. Sono i
sentimenti che ha provato Andrea
Lumino, segretario generale Slc Cgil
m Taranto quando le lavoratrici di un
call center di Lizzano hanno trovato
il coraggio di raccontar la loro storia.

“Una squallida storia di sfruttamento
che sembra provenire dai campi della
provincia coltivati dai lavoratori
schiavizzati dai caporali- dice Lumino-
una vicenda che ha assunto tratti
ancor più sconcertanti quando abbiamo
avviato le verifiche e abbiamo
scoperto che il call center lizzanese
ha come committenti due colossi
delle comunicazioni. Per l’ennesima
volta ci ritroviamo a dover chiedere
conto a questi colossi delle telecomunicazioni. Siamo ancora costretti
a chiedere che si muovano per tutelare
i diritti di queste giovani donne
prese in giro dalla sconfinata barbarie
dei padroni. Eppure, questa volta,
abbiamo davvero un serio timore:
sentirci rispondere chei committenti
non erano a conoscenza di questa situazione.

Non possiamo credere che
nonostante tutte le denunce che negli
anni abbiamo presentato, nonostante
tutti gli interventi che gli stessi committenti
hanno dovuto avviare dopo i
solleciti della nostra sigla sindacale,
non siano stati in grado di predisporre
un efficace controllo interno che
consenta loro di individuare i call
center affidabili e quelli che non lo
sono. Questa volta esigiamo azioni
concrete che possano dimostrare a
queste donne che i committenti non
sono complici di chi le ha prese in
giro. Aspettiamo con ansia di sentire
la loro versione dei fatti dato che non
riusciamo più a credere che si tratti
di sviste: queste possono accadere,
ma la frequenza inquietante con le
quali ci imbattiamo in loro è sconfortante”.

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