15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 16:13:34

Cronaca

Multisala in riva allo Ionio: Paolo VI adesso ci riprova


TARANTO – Magari è un po’ presto per preparare popcorn e patatine. Ma Paolo VI ci riprova ad avere il suo cinema multisala. Sarebbe il primo di Taranto, il secondo della provincia (con San Giorgio che conquista il primato e avvia i lavori ad ottobre). Lunedì la questione, rimasta in una sorta di limbo dopo la delibera del vecchio consiglio, torna in aula. O, almeno, è inserita nell’ordine del giorno (poco probabile che tra la valanga di debiti fuori bilancio, tasse, e dichiarazioni del sindaco il consiglio convocato al tramonto possa trovare spazio e tempo per trattare tutti i 45 punti).

Due i passaggi che scandiscono il tentativo (da sottoporre al vaglio di consiglieri di maggioranza e opposizione) di non rinunciare al progetto che porterebbe in riva allo Ionio non solo le sale cinematografiche in perfetto stile metropolitano (con la conseguente riqualificazione della periferia) ma anche palestre e parcheggi: prima l’annullamento in autotutela della deliberazione di consiglio comunale del 23 marzo 2012 n. 25 avente per oggetto “la variante urbanistica al piano particolareggiato Taranto Nord con proposta progettuale di costruzione di una multisala al quartiere Paolo VI di Taranto e la realizzazione di un fabbricato destinato a palestra, fitness, Club House, circolo per soci e servizi sportivi annessi proposta dalla società Co.Re.t arl”; quindi, contestualmente, l’adozione della stessa variante, ai sensi degli articoli 21 e 16 della legge regionale 56/80. Detto così, potrebbe sembrare un controsenso. Ma a spiegare il perchè di un tale doppio passaggio è l’assessore all’Urbanistica, Francesco Cosa. “Il progetto della multisala a Paolo VI torna in aula perchè la deliberazione del consiglio comunale di marzo scorso è stata impugnata da una società che ha presentato ricorso al Tar di Lecce contestando il fatto che la delibera era stata votata quando il consiglio non poteva fare programmazione perchè troppo vicino al periodo elettorale”. Nei quaranta giorni precedenti la chiamata alle urne cioè il consiglio si deve astenere dal progettare il futuro. E, in questo caso, con le elezioni del 6 e 7 maggio, la partita si giocava sul filo di lana. E’ ancora l’assessore Cosa a chiarire come in realtà i giudici amministrativi non si siano ancora pronunciati. “Per eccesso di zelo e per evitare l’eventuale prolungarsi di contenziosi abbiamo deciso di annullare la precedente deliberazione e di riportare la variante in consiglio. Del resto la volontà politica era già stata espressa con il primo via libera al progetto: c’è la volontà di far nascere una multisala a Paolo VI anche come occasione di rilancio del quartiere in termini urbanistici (perchè alla società il comune ha chiesto la realizzazione di una serie di opere primarie) ma anche sociali e occupazionali con la creazione nuovi posti di lavoro”. Saranno comunque maggioranza e opposizione ad esprimersi in merito. Mentre la commissione Assetto del territorio questi passaggi li ha già affrontati avendo già ratificato annullamento e riproposizione della variante e della proposta progettuale di costruzione della multisala. Il presidente della commissione, Giovanni Guttagliere, spiega infatti: “La variante era già stata approvata dall’ufficio tecnico che aveva anche esaminato il progetto, non trovando nessun problema. A sollevare invece dubbi sulla tempistica è stata la società che ha presentato ricorso al Tar per via del fatto che quando la delibera è approdata in consiglio mancava poco alle elezioni. La questione dei quaranta giorni. Ma in effetti quella pratica era già stata espletata in ogni sua parte dall’ufficio tecnico”. Quindi, a quanto pare, ad allungare i tempi è stato il passaggio dalla parte tecnica a quella politica che si è ritrovata a decidere a ridosso della scadenza del mandato suscitando perplessità in chi ha rivendicato – come fa sapere ancora Guttagliere – un interesse negli anni passati. “Abbiamo verificato, e si trattava di una generica richiesta per un profilo urbanistico in un’altra area. Quindi, sentiti gli uffici legali e il dirigente Rufolo, per evitare eventuali ricorsi non solo da parte di chi si oppone al progetto ma anche della società che lo ha presentato, abbiamo deciso di annullare in autotutela la precedente deliberazione per riproporla al nuovo consiglio”. Nell’area di circa sei ettari, in via Cannata (zona Vaccarella), si vogliono realizzare anche impianti sportivi e parcheggi. “Noi (la commissione) abbiamo dato il via libera al progetto, ma solo per la parte che riguarda la multisala sarà la Regione ad avere l’ultima parola trattandosi di un progetto che supera le sei sale cinematografiche (dovrebbero essere sette, otto)”. Fino a sei sale, la competenza resta al Comune, i progetti più estesi vengono decisi invece a Bari, un po’ come avviene per gli ipermercati. Certo, il passaggio in consiglio comunale della variante urbanistica è determinante per rendere realizzabile il progetto. “Abbiamo verificato gli standard, comprese le distanze tra la multisala che si vuole realizzare alla periferia di Taranto e quella che nascerà a San Giorgio e espresso (in commissione) parere favorevole al progetto che vorrà dire anche avere la possibilità di riqualificare la zona dal punto di vista urbanistico; perché come compensazione alla variante urbanistica il comune ha chiesto una serie di opere in fatto di viabilità e servizi primari. A differenza di chi crede che bisognerebbe ripartire da zero, per me questa amministrazione deve sfruttare la continuità – conclude Guttagliere – altrimenti saremmo a fare e disfare in continuazione, come la tela di Penelope”.

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