Cronaca

Spuntano anche minacce con una pistola e richiesta di assunzioni

Cataldo Renna rimane in cella e Aldo Condemi ai domiciliari


Estorsione a imprenditore:
Cataldo Renna resta in carcere
e Aldo Condemi agli arresti domiciliari.

Il gip dott.ssa Vilma Gilli
ha emesso le ordinanze di custodia
cautelare nei loro confronti. Intanto
emergono altri particolari dalle
indagini condotte dai finanzieri del
Nucleo di polizia tributaria, coordinati
dal pm dott. Enrico Bruschi. La
vittima, che è un imprenditore che si
occupa dell’assitenza ai migranti, ha
riferito che il giorno dell’incontro
per la consegna del denaro l’avvocato
Condemi gli avrebbe detto che
aveva bisogno di sistemare la figlia
di una sua amica.

Una richiesta che
comunque viene qualificata come un
“favore” sganciato dalla questione
del giudizio arbitrale. Durante l’interogatorio
Renna, difeso dall’avvocato
Matteo Giaccari, ha ammesso
di aver avviato i contatti con l’imprenditore
il 7 novembre scorso su
richiesta dell’avvocato Condemi per
rappresentargli un interessamento
all’esito del lodo arbitrale gestendo
la pratica che era della figlia e che
era stato proprio il legale a chiedere
soldi per aggiustare alcune questuoni
riguardanti il lodo. Renna ha
aggiunto che era stato delegato da
Condemi a gestire la questione con
l’imprenditore, persona che tra l’altro
contattava quasi quotidianamente
per ricordargli l’impegno assunto.
Ha inoltre ammesso di aver ricevuto
nell’incontro del 28 novembre un
assegno bancario di 3mila euro destinato
a Condemi, assegno che aveva
poi lasciato a casa poichè l’avvocato
si era arrabbiato in quanto era una
scelta compromettente e il titolo non
poteva essere riscosso.

Ha ammesso
l’incontro del 4 dicembre spiegando
che Condemi era particolarmente
adirato e aveva pressato l’imprenditore
affinché consegnasse subito
il denaro. Quanto alle minacce con un’arma ai danni della vittima nel
corso dell’incontro del 4 dicembre ha
riferito di aver mostrato il calcio della
pistola solo per dare contezza del
racconto che gli stava facendo.

Condemi,
assistito dall’avvocato Rocco
Maggi, ha invece riferito di essere
stato coinvolo dall’imprenditore tramite
Renna nella questione del lodo
arbitrale ma per offrire un consiglio
di tipo professionale confermando
anche gli incontri nel suo studio il
16 novembre e il 4 dicembre. Ha
negato qualsiasi richiesta di denaro
da parte sua e che Renna avrebbe
millantato credito presso di lui per
garantire il buon esito del giudizio
arbitrale.Il giorno degli arresti gli
investigatori hanno sequestrato in
casa di Renna due pistole scacciacani
e l’assegno dell’importo di 3mila
euro e nello studio di Condemi il
fascicolo arbitrale che era sulla sua
scrivania. La vittima ha riferito che
durante l’incontro del 16 novembre
l’avvocato Condemi era seduto ad
un tavolino su cui era poggiato il fascicolo
dell’arbitrato e che mentre lo
sfogliava avrebbe detto: ”Ascoltami,
ti ha portato antilope, garantisce lui
per te a me non interessa il merito
della tua guerra personale“.

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