19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca

Dopo l’ordinanza del Tar la replica di Sportelli: “Tutto invariato in Giunta”


TARANTO – “Il Tar non ha in alcun modo sindacato la mozione di sfiducia costruttiva, la quale rimane, pertanto, valida ed immutata, sicchè la modalità di approvazione della stessa mozione, censurata in questa primissima fase cautelare, può in qualunque momento essere sanata”. La replica del presidente della Camera di Commercio Luigi Sportelli non si lascia attendere. L’ordinanza emessa dal Tar di Lecce, sul ricorso proposto da Giangrande, in merito alla “mozione di sfiducia” votata ed approvata dal Consiglio camerale, ha lasciato in eredità strascichi polemici che difficilmente saranno digeriti dai protagonisti della vicenda. Il numero uno della Cdc tarantina fa chiarezza sulla decisione del Tribunale Amministrativo, assicurando che, in seno dall’Ente camerale, resta tutto invariato.

“Come è noto il Tar di Lecce – si legge in una nota di Sportelli – con ordinanza del 5.9.2012 ha parzialmente accolto, nella iniziale fase cautelare del giudizio, il ricorso proposto dal “solo” Consigliere Giangrande, sospendendo in parte l’efficacia della deliberazione con la quale il Consiglio camerale, approvando la mozione di sfiducia sottoscritta da ben 19 (su 27) consiglieri, aveva, in applicazione dell’art. 31 dello statuto, dichiarato conseguentemente decaduta la vecchia giunta (quella che per meglio intendere includeva il consigliere Giangrande) ed eletta quella nuova proposta dagli sfiducianti (della quale lo stesso consigliere per decisione espressa dalla maggioranza qualificata del Consiglio non fa più parte)”. In pratica la sentenza del Tar non modifica in alcun modo la composizione della Giunta camerale. “E’ appena il caso di evidenziare che il Tar, disattendendo tutte le numerose censure dedotte dal Giangrande, si è limitato a sospendere la deliberazione per una sola ragione meramente formale (e cioè perché l’approvazione della mozione, avvenuta a voti palesi, avrebbe dovuto invece essere deliberata con voto segreto). E’ evidente che il Tar – spiega il presidente – non ha in alcun modo sindacato la mozione di sfiducia costruttiva, la quale rimane, pertanto, valida ed immutata, sicchè la modalità di approvazione della stessa mozione, censurata in questa primissima fase cautelare, può in qualunque momento essere sanata”. Ma Luigi Sportelli annuncia anche il ricorso al Consiglio di Stato: “Questo Ente, tuttavia, non condividendo in diritto la decisione del Tar, nei prossimi giorni proporrà appello in Consiglio di Stato a tutela della correttezza del comportamento del Consiglio e della dignità di tutti gli altri 26 consiglieri”.

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