17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Cronaca

Traffico illecito di rifiuti pericolosi, perquisizioni anche a Taranto

La maxi inchiesta della Procura di Firenze


Un traffico illecito di rifiuti pericolosi, messo
a punto per risparmiare sui costi di smaltimento e, in
alcuni casi, ricavare pure profitti, a scapito della sicurezza.

Il meccanismo era portato avanti da un’organizzazione
criminale, finita nel mirino dei carabinieri forestali coordinati
dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze.
Gli indagati, tredici in tutto, sono accusati di associazione
per delinquere e traffico illecito di rifiuti.
Le aziende finite nel registro degli indagati sono sette, tra
cui le acciaierie Aferpi di Piombino (Livorno), al momento
al centro di una crisi siderurgica ancora aperta.

Toccata dall’inchiesta anche l’Ilva di Taranto, perquisita
ieri mattina sebbene, e va precisato, non indagata.
Le perquisizioni e le ispezioni, condotte anche dagli uomini
della Capitaneria di Porto di Livorno, della sezione di pg
dell’Arpat e dal Gico della finanza, sono state effettuate in
Campania, Lombardia, Liguria, Lazio, Puglia e Toscana.
Tra gli indagati ci sono i titolari delle aziende, ma anche
figure di intermediari che avrebbero proposto alle ditte
l’affare dello smaltimento low cost.
Le persone al centro delle indagini sono attive nella province
di Firenze, Livorno, Taranto, Brescia e Bergamo.
I rifiuti ferrosi o legati al comparto delle acciaierie venivano
dichiarati non pericolosi per evitare i costosi trattamenti
a cui avrebbero dovuto essere sottoposti.

In alcuni casi si arrivava perfino a negare la loro natura di
rifiuti, facendoli passare per materie prime secondarie o
semplice merce, buona per essere addirittura venduta ricavando
un guadagno.
Spesso i rifiuti arrivavano anche dall’estero, per poi essere
smaltiti illecitamente in Italia.
Le perquisizioni delle ultime ore, che hanno interessato
complessivamente trentacinque siti, dovrebbero aiutare a
fare luce anche sui luoghi, in Italia, in cui poi venivano
stoccati.
Le indagini partono da lontano, dagli accertamenti sulla
Ecofirenze srl, sequestrata nel 2014 nell’ambito di un’altra
inchiesta della procura di Firenze, sempre per smaltimento
illecito di rifiuti.
Alla Aferpi di Livorno gli inquirenti contestano un traffico
illecito di rifiuti costituiti da scaglia di laminazione, carbone
fossile, coke e ilmenite.

Le altre aziende finite nel mirino degli investigatori sono
la Effemetal di Firenze, attiva nel settore del recupero, trasformazione
e commercio all’ingrosso di rottami ferrosi;
la Effeservice srl di Firenze; la Raggi Nefal della provincia
di Frosinone; la Nefal Sel di Roma; la Com.Sato di Gragnano
(Napoli) e la Effe Due srl di Brescia.

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