19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Settembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca

​Grandi manovre in vista del Tavolo​ sull’Ilva

Mercoledì l’attesa riunione al ministero


Cassa Depositi e Prestiti è pronta ad entrare in
AmInvestCo, la cordata composta da ArcelorMittal e Marcegaglia
risultata vincente nella gara per l’acquisizione del
gruppo Ilva.

Lo afferma all’Ansa una fonte vicina all’operazione.
Cdp potrebbe entrare con il 5,6% per un controvalore
di 100 milioni di euro. Cdp rappresenterebbe la “mano dello
Stato” nella nuova Ilva di Mittal, dopo aver abbandonato il
fallito progetto della cordata rivale, AcciaItalia. Secondo
l’Adnkronos, invece, ci sarebbe anche Banca Intesa con la
Cassa Depositi e Prestiti per fare il loro ingresso in Am Investco
rilevando la quota Marcegaglia in seno al consorzio
che si è aggiudicato l’Ilva.
Sarebbe stato firmato ieri a Roma, sotto l’assistenza dei legali
coinvolti nell’operazione, un accordo non vincolante tra Arcelor
Mittal e Cassa depositi e prestiti per valutare l’entrata di
Cdp e Banca Intesa nel consorzio. Trattandosi di un accordo
non vincolante, tecnicamente un term sheet, adesso andranno
studiati tutti gli aspetti della questione in termini di fattibilità,
ed eventualmente modalità e tempi.

Lo scorso novembre la
Commissione Ue ha avviato un’indagine approfondita alla
luce del regolamento Ue sulle concentrazioni, temendo che
l’operazione possa ridurre la concorrenza sul mercato dei
prodotti piatti di acciaio al carbonio, e avrebbe chiesto l’uscita
del gruppo Marcegaglia dal consorzio per rimediare alle perplessità
in materia di concorrenza. Intanto, nel pomeriggio di
venedì il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda
ha incontrato Aditya Mittal, ceo di Arcelor Mittal Europe
and Group CFO. Lo si legge in una nota del Ministero dello
sviluppo. Nel corso dell’incontro – precisa la nota – sono tra
l’altro stati affrontati i punti all’ordine del giorno al tavolo
convocato per il prossimo 20 dicembre al Mise su Taranto.

Il
sindaco Rinaldo Melucci ed il vicesindaco Rocco De Franchi
invece giovedì scorso hanno incontrato a Palazzo di Città i
colleghi sindaci e rappresentanti dei comuni dell’area di crisi
di Taranto (Massafra, Statte, Crispiano e Montemesola), il presidente
della Provincia di Taranto, oltre ad alcuni funzionari
tecnici dei relativi enti locali. L’invito ad un confronto franco
e cordiale sui temi della vicenda Ilva a Martino Tamburrano,
Fabrizio Quarto, Franco Andrioli, Mario Volpe, Vito Punzi,
è sorto dal desiderio di fare sintesi tra le esigenze di ciascuna
delle comunità coinvolte, oltre che naturalmente di condividere
un approccio costruttivo al primo ordine del giorno assicurato
dal ministro Calenda, nell’ottica del superamento delle procedure
giudiziali. Inoltre, il tutto al riparo da ogni influenza delle
rispettive appartenenze politiche, con l’unico obiettivo della
tutela degli interessi sanitari-ambientali e socio-economici del
territorio ionico.

Gli amministratori ionici hanno sottolineato
la propria soddisfazione per metodo e ordine del giorno della
prima convocazione specifica per Taranto, fatti salvi i migliori
approfondimenti tecnici che affideranno ad un proprio portavoce
all’interno della seduta presso il Mise. Confermata la
responsabile presenza al tavolo istituzionale del prossimo 20
dicembre a Roma, “sicuri che governo e investitori sapranno
fornire le opportune garanzie ed evidenze rispetto agli obiettivi
ormai ritenuti imprescindibili dai cittadini dell’area di
crisi, su tutti ovviamente le tempistiche di attuazione dell’Aia”.

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