Cronaca

​La surreale giornata della sanità tarantina ​

La provocazione: nominiamo il MiniBar assessore alla Sanità


Quella del 18 dicembre
resterà una data storica per Taranto:
perché l’inaugurazione degli spazi di
oncoematologia pediatrica ha offerto una
delle immagini più surreali e kafkiane
che la città abbia vissuto negli ultimi
anni.

Si è inaugurato in pompa magna un
non-reparto e si è celebrata l’assunzione
a tempo di una pediatra assunta con i
soldi raccolti in una gara di beneficenza
promossa da un bar: il Mini Bar del rione
Tamburi. Una raccolta amplificata poi
dalle Iene e da Nadia Toffa. A tagliare il
nastro colui che, per compito istituzionale,
avrebbe dovuto provvedere: il presidente
della Regione Michele Emiliano
che, per inciso, è anche assessore alla
sanità. Quindi: il presidente-assessore
celebra un evento realizzato con il cuore
e le tasche altrui.

Tutto col solito codazzo
plaudente al seguito.
Chairiamo subito: non si tratta di un nuovo
reparto, ma solo di spazi al servizio
di Pediatria. Non un infermiere né un
medico in più.

Per la diagnostica i bambini
continueranno ad essere costretti a
emigrare a Bari, nell’hub centrale.
E mentre Emiliano si prende lo spazio
mediatico che gli è più congeniale, si
tace che proprio l’offerta sanitaria per i
bambini di Taranto è la più bistrattata di
Puglia. Ne è testimonianza il Servizio
di Trasporto di Emergenza Neonatale,
più semplicemente noto come Sten. In
Puglia la Regione ne ha designati tre:
a Bari, a Foggia e a Lecce. A Taranto,
nulla. In caso di emergenza bisognerà
dirigersi a Bari, con particolare disagio
per gli interventi richiesti dagli ospedali
di Castellaneta e Martina Franca: un
conto, per questi, sarebbe dirigersi al
Santissima Annunziata, altra cosa è il
trasferimento a Bari.

Tempo preziosissimo
per salvare piccole vite. A ciò si aggiunge
il risicatissimo numero di medici
in servizio a Castellaneta e a Martina: un
medico per turno. Basterebbe l’assenza
di un solo medico per mettere in crisi la
già precaria organizzazione. Come se
non bastasse, quattro dei cinque medici
perduti dalla Unità di Terapia Intensiva
Neonatale di Taranto sono stati dirottati
agli Sten di Bari e Lecce. La Regione
quindi cancella Taranto dallo Sten, ma
enfatizza l’importanza di spazi, come
i cinque nuovi graziosi posti letto, che
– per il tipo di servizio che dovrebbero
offrire e a dispetto della vulgata
mediatica – rispondono ad emergenze
probabilmente inferiori a quelle dei punti
nascita che invece avrebbero bisogno di
sostanziali miglioramenti per evitare,
anche in questo caso, costosi viaggi in
altri centri.

Meglio allora, per il Presidente, pigiare
sul pedale del panico diffuso, quello
generato dai dati sui tumori (ne parliamo
nella pagina accanto). Cifre indubbiamente
spaventose che però si fermano
al 2012, quando l’Ilva era nel pieno delle
sue funzioni e ancora in mano ai Riva.
Sono dati quindi che si riferiscono a
relazioni pregresse tra inquinamento e
malattie.

E purtroppo questo strascico
ce lo porteremo dolorosamente dietro
ancora per parecchi anni. Dal 2012 ad
oggi, però, il quadro ambientale è sensibilmente
mutato e non sottolinearlo
sarebbe mistificatorio. Valgano, per questo,
le parole dell’ex direttore dell’Arpa,
Giorgio Assennato, pronunciate proprio
in una recente intervista rilasciata a
TarantoBuonasera, che così chiariva il
concetto «a quanti, come il presidente
Emiliano, dichiarano che a Taranto la
situazione peggiora giorno dopo giorno».
«Non è così – sottolineava appena qualche
settimana fa Assennato – è esattamente
il contrario. Le emissioni negli
ultimi anni sono diminuite. L’aumento
c’è stato nella gestione Riva. Oggi non
è così. Sui Tamburi i dati sulla mortalità
sono stazionari. Questa realtà viene
però negata per ragioni che mi rifiuto
di comprendere».

E questo a proposito
del «terrorismo fotografico» generato
usando l’immagine dei bambini con le
maschere antigas.
Più che diffondere panico e tagliare
nastri col naso da clown, sarebbe preferibile
dunque che la Regione potenziasse
sul serio l’offerta di sanità a Taranto, ad
esempio dando tempestivamente seguito
all’annunciato impegno di spendere 120
milioni per acquistare strumentazione
per la cura dei tumori e – per la tutela
dell’ambiente – assumere funzionari
dell’Arpa. Altrimenti, meglio nominare
assessore alla sanità i titolari del Mini
Bar. Loro, almeno, qualcosa di concreto
l’hanno fatta davvero.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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