24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

Cronaca

Il Tavolo sull’Ilva non lascia. Anzi, raddoppia

Questa mattina riunione al Mise, prossimo incontro il 10 gennaio


Nessuna “sconvocazione”.

Anzi, si va avanti in maniera
forse più spedita, con i prossimi
Tavoli già convocati al Ministero
per lo Sviluppo Economico questa mattina, 22 dicembre e – circostanza significativa
– il 10 gennaio, il ‘day after’ dell’ipotetico
avvio dello spegnimento
degli impianti dell’Ilva di Taranto.

Una circostanza che la dice lunga
su quanto grande sia la confusione
sotto il cielo dell’acciaieria. «Ma
figuriamoci! non ho abbandonato
il tavolo. Ho constatato alla fine
della riunione che la regione non
ha intenzione di ritirare il ricorso
prescindendo dal merito e dalle
conseguenze. Dunque andiamo
avanti su tavolo sindacale e tavolo
Genova. Per il resto vedremo».

Lo scrive su twitter il ministro
dello sviluppo economico Carlo
Calenda, in risposta ad un tweet
(‘ministro, ha ragione su tutto, ma
la politica è piena di gesti inutili.
Non abbandoni il tavolo). E dopo
la “smentita” via twitter arrivano
anche le convocazioni per i due
tavoli su “piano industriale e ambientale”
e “avvio dei confronti relativi
alle diverse unità produttive”
rispettivamente per domani alle 10
e mercoledì 10 gennaio a Roma. Ai
tavoli sono stati invitati tutti i rappresentanti
delle segreterie generali
e di categoria delle organizzazioni
sindacali, i commissari governativi
dell’azienda, i rappresentanti del
ministero del lavoro e i dirigenti
di Am InvestCo.
Ci sarà la Fim Cisl che, invece, non
parteciperà a tavoli autoconvocati
dal governatore della Regione Puglia.

«Non intendiamo alimentare
la confusione ed il conflitto istituzionale
già in atto, riconoscendo
che esiste già un tavolo di trattativa
sindacale ed un tavolo istituzionale,
che ha avuto il suo avvio nella
giornata di ieri e che vede coinvolti
gli enti locali tutti», dichiara il
Segretario Generale della Fim Cisl
Taranto Brindisi. «Non vogliamo
prestare il fianco – aggiunge -a chi
da una parte dice di voler affrontare
con il metodo del confronto le
questioni inerenti la città e di lavoratori
e dall’altra si rivolge al Tar,
allungando i tempi delle bonifiche
e delle opere che devono rendere
Ilva ecocompatibile».

«Solo chi lo fa in maniera strumentale
– spiega Valerio D’Aló – può
fingere di non essere di fronte ad
una possibile svolta con 5 mld di
investimenti mirati al miglioramento
delle condizioni della fabbrica
e soprattutto al risanamento
del territorio. La Regione Puglia
ed il Comune di Taranto hanno una
ottima possibilità di recuperare il
tempo perso e di dare un segnale
di svolta anche alle responsabilità
in capo agli enti locali della
precedente aia. Noi – conclude il
segretario generale della Fim Cisl
Taranto Brindisi – continueremo
con il confronto durante la giornata
di domani presso il Mise per cercare
la vera soluzione alle esigenze
della città e dei lavoratori tutti».

Il
riferimento è al fatto che il sindaco
di Taranto, Rinaldo Melucci, e il
Presidente della Regione Puglia,
Michele Emiliano, hanno congiuntamente
convocato, per sabato
23 alle 11 a Taranto, un tavolo di
lavoro sulla vertenza Ilva allargato
agli amministratori, ai sindacati
ed alle imprese dell’indotto. A
renderelo noto un comunicato della
Regione. «Si entrerà nel merito dei
documenti ed elementi della transizione
di Ilva – precisa la nota – alla
luce degli esiti del primo tavolo
istituzionale per l’area di crisi tarantina».
«Il territorio – conclude la
nota – è pronto al dialogo anche con
gli investitori, che presto verranno
invitati a Taranto formalmente, per
illustrare i contenuti del loro piano
industriale».

«La rinunzia di Comune e Regione
a chiedere al Tar la sospensiva per
il Dpcm Ilva rende inutile ogni
drammatizzazione. C’è solo da
discutere seriamente sui provvedimenti
necessari per venire incontro
alle legittime richieste degli enti
locali, di Legambiente ed altre
associazioni. Tutti dovrebbero
abbassare i toni e tornare al tavolo
senza sterili polemiche».
Questa la dichiarazione di Lunetta
Franco, presidente di Legambiente
Taranto, a fronte degli esiti del Tavolo
su Taranto del 20 dicembre,
che aggiunge «Abbiamo chiesto
che dal Tavolo su Taranto venissero
risposte concrete ponendo cinque
questioni che riteniamo essenziali:
Tempi di attuazione degli interventi,
Bonifiche, Nuove tecnologie produttive,
Misure di mitigazione per i
wind days, Valutazione di impatto
sanitario. Si continui a discutere affrontando
i nodi irrisolti e si pensi
a tutelare davvero l’ambiente e la
salute: solo così si può ricostruire
un rapporto di fiducia con i cittadini
ed i lavoratori. Dopo anni di
attesa e di promesse Taranto non
può più aspettare né continuare ad
assistere a incomprensibili battibecchi
politici».

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