Cronaca

​Omicidio Pignatale, il processo è da rifare​

​Per i giudici della Cassazione che hanno annullato la condanna a 30 anni D’Aggiano ha ucciso senza futili motivi​


Omicidio Pignatale:
processo da rifare in Corte d’Assise
d’Appello per Cosimo D’Aggiano.

La decisione è stata presa dai
giudici della Cassazione i quali
hanno accolto il ricorso presentato
dall’avvocato Fabio Falco.
I giudici della Suprema Corte
hanno annullato con rinvio la condanna
a trent’ anni limitatamente
all’aggravante dei futili motivi.
Un anno fa i giudici della Corte
d’assise d’Appello avevano ridotto
la pena a trent’anni di reclusione
all’uomo che era stato condannato
al carcere a vita in primo grado
con sentenza emessa, con il rito
abbreviato, dal gup del Tribunale
di Taranto.
Cosimo D’Aggiano, quarantotto
anni, è accusato dell’omicidio
dell’ingegnere Cataldo Pignatale,
compiuto nelle campagne di Faggiano.
Un delitto efferato che sconvolse
una intera città.

La sera dell’omicidio
D’Aggiano bloccò l’ingegnere
nei pressi di piazza Marconi,
entrò nella sua auto e dopo aver
minacciato il professionista con
un coltello intimò alla vittima di
accompagnarlo a Sava. Durante il
tragitto Pignatale cercò di fermarsi
nei pressi del comando provinciale
dei carabinieri ma fu ferito al volto.
Poi tra i due, nelle campagne di
Faggiano, ci fu una colluttazione e
D’Aggiano ammazzò l’ingegnere
con una coltellata alla gola.
D’Aggiano aveva colpito con inaudita
violenza. I segni sul corpo
rilevati dal medico legale avevano
da subito fatto ipotizzare che fra
assassino e vittima c’era stata una
lotta. Il corpo dell’ingegnere era
rimasto per ore senza un nome.
Era toccato ai familiari il terribile
compito del riconoscimento. A dare
l’allarme era stato un vigilante, il
quale mentre controllava un impianto
fotovoltaico in campagna,
aveva scoperto il corpo coperto
di sangue e col volto sfigurato.

La
macchina, con all’interno il portafogli
vuoto, era stata trovata alcune
ore dopo la scoperta del cadavere in
un terreno situato a tre chilometri
di distanza dal luogo dell’omicidio.
A Cosimo D’Aggiano si è risaliti
perché, poche ore prima del ritrovamento
del cadavere di Pignatale,
durante un controllo dei carabinieri,
l’uomo non era in casa. Ora
dopo la condanna in Corte d’Assise
d’Appello la decisione della Cassazione
che ha annullato la sentenza
e ha disposto un nuovo processo di
secondo grado.

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