17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Cronaca

​Mittal, nuove garanzie per l’operazione Taranto​

Possibile la risoluzione del contratto. Parola al Mise


Le “nuove e ulteriori
condizioni” che Arcelor Mittal chiede
vengano inserite nel contratto di aggiudicazione
di Ilva dopo il ricorso di
Regione e Comune al Tar contro l’Aia
riguardano “ulteriori condizioni sospensive
dell’acquisto e risolutive del
contratto”.

Le “condizioni sospensive
sono a tutela degli investimenti che
Mittal deve fare per l’affitto e l’acquisto
degli stabilimenti di Genova,
Taranto e Novi Ligure” mentre quelle
risolutive “attengono alla possibilità
di risolvere il contratto di aggiudicazione
visto che se il Tar accogliesse il
ricorso l’Aia verrebbe meno”. Così l’agenzia
Ansa. I commissari stanno valutando
la compatibilità delle richieste
con l’assetto della procedura di vendita:
eventuali modifiche del contratto
saranno sottoposate al Mise. La pronuncia
del Tar sul ricorso è attesa il
9 gennaio.

Intanto, però, come riporta
Il Tirreno, Arcelor Mittal e Finarvedi
hanno firmato un accordo preliminare,
condizionato dal rispetto di due
clausole, per la cessione della Magona
al gruppo cremonese. Stavolta non
si tratta di indiscrezioni, ma dell’ufficializzazione
dell’intesa, annunciata
ieri mattina ai sindacati dall’amministratore
delegato di Arcelor Mittal
Piombino, Leandro Nannipieri, alle
rsu e alle segreterie di Fim, Fiom e
Uilm. La decisione di rendere pubblico
l’accordo (con visite e contatti avviati
a fine estate, come anticipato dal
Tirreno lo scorso 23 settembre) fondamentalmente
trova le sue ragioni
nella fase particolarmente complicata
che vive la vicenda dell’Ilva di Taranto,
tale da consigliare a Lakshmi
Mittal di rispondere intanto in modo chiaro a una delle richieste (l’altra è
l’uscita di Marcegaglia dalla cordata)
formulate dall’Antitrust europeo per
dare il via libera all’acquisizione dello
stabilimento pugliese.

E cioè cedere
la Magona di Piombino, per evitare
che la produzione del gruppo francoindiano
dopo l’acquisizione dell’Ilva
superi il limite previsto dalle normative,
in particolare di zincato. Quanto
la cessione a Giovanni Arvedi della
Magona sia legata alla vicenda Ilva
del resto è stato chiarito da Nannipieri,
che secondo quanto riferiscono
Fim, Fiom e Uilm in una nota, ha
spiegato come l’affare sia vincolato a
due clausole precise: «Che l’antitrust
ritenga valido e propedeutico questo
rimedio per l’acquisizione di Ilva da
parte di Arcelor Mittal, e che Ilva
venga effettivamente acquisita dal
gruppo Arcelor Mittal». Insomma, se
saltasse l’operazione Taranto, Mittal
si terrebbe Magona. Ma nonostante i
problemi che la trattativa sull’acquisizione
dello stabilimento pugliese sta
incontrando, sembra prevalere la convinzione
di tutti i protagonisti che alla
fine l’affare su farà.

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