Cronaca

​L’annuncio di Calenda: l’Ilva non si spegne più​

Il tweet del ministro: la Regione ha rinunciato alla sospensiva


Non ci sarà il rischio
di spegnimento degli impianti Ilva
il 9 gennaio.

“Anche la Regione Puglia
dopo il Comune di Taranto ha
depositato la rinuncia alla richiesta
di sospensiva al Tar sul decreto del
presidente del Consiglio dei Ministri
che contiene il Piano Ambientale per
Ilva”. Lo annuncia il ministro dello
Sviluppo Carlo Calenda su Twitter.
“È un segnale positivo – prosegue il
ministro – che scongiura il rischio
spegnimento il 9. Ora lavoriamo
insieme per il ritiro del ricorso”.

Difficile non interpretare la mossa
come un passo indietro compiuto da
Michele Emiliano, finito all’angolo
dopo che, dal mondo delle imprese
ai sindacati, in tanti avevano contestato
il suo comportamento. “Penso
che abbia ragione il governo e mi
sono rivolto in modo istituzionale e
rispettoso a Emiliano e al sindaco di
Taranto”, aveva detto ieri il premier
Paolo Gentiloni nella conferenza
stampa di fine anno e prima di incontrare
il capo dello Stato, Sergio
Mattarella.
“Confidavo nel Natale perché è cosa
enorme con 14mila posti di lavoro
e miliardi per le bonifiche – aveva
aggiunto il presidente del consiglio
– La mia richiesta, che rinnovo, è di
ritirare il ricorso per evitare che la
situazione arrivi a punti di crisi gravissimi
in termini occupazionali e
ambientali. Ma sono certo che troveremo
una via d’uscita”.

Il governatore
della Puglia, Michele Emiliano – la
cui posizione sembra oggi ammorbidirsi
– aveva ribadito che l‘iniziativa
serve a tutelare la salute dei cittadini
di Taranto. «Il decreto del Governo sposta al 2023 la messa a norma degli
impianti dell’Ilva e nel frattempo
assicura immunità penale per i gestori
dell’Ilva. Bene hanno fatto Comune
e Regione a presentare ricorso»
era stato invece il messaggio lanciato
solo ieri da alcune associazioni che
hanno voluto esprimere sostegno
all’iniziativa degli enti locali nel corso
di una conferenza che si è tenuta a
Palazzo di Città. Lanciata anche una
raccolta firme per sostenere il ricorso
al Tar visto che il Dpcm contestato
«offre ad ArcelorMittal tempi lunghissimi
per la messa a norma degli
impianti dell’Ilva».

#Stopaldecretoilva-Manda
la tua firma al ministro
Calenda è il titolo della petizione.
«Vivresti in una città dove chi inquina
è difeso da uno scudo penale? Noi
cittadini sosteniamo il ricorso al Tar
presentato dal Comune di Taranto e
dalla Regione Puglia. Il nostro è un
appello civico privo di ogni coloritura
politica. Mira solo a contrastare
l’inaudito tentativo del Governo
di garantire fino al 2023 l’immunità
penale di chi gestirà l’Ilva». Così il
testo della stessa petizione.

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