27 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2020 alle 17:42:13

Cronaca

Ilva, pronti trenta milioni per le aziende dell’indotto

L’azienda annuncia il pagamento dei debiti verso i propri fornitori


«Ilva in Amministrazione
Straordinaria, dando seguito a
quanto anticipato dal Ministro dello
Sviluppo Economico, Carlo Calenda,
durante l’incontro che si é tenuto
al Mise lo scorso 20 dicembre, sta
adempiendo ai pagamenti dei debiti
esigibili verso i fornitori dell’indotto
pugliese».

È quanto annuncia la
stessa Ilva in una nota.
«Entro la giornata di oggi (venerdì)
sarà infatti saldato tutto lo scaduto
accumulato fino al 10 dicembre
2017 per un ammontare di oltre 30
milioni di euro che rappresenta la
quasi totalità delle cifre esigibili
mentre il pagamento di una piccola
parte residuale, avverrà a seguito
delle verifiche necessarie previste, nei primi giorni di gennaio.

Questa somma va ad aggiungersi ai
220 milioni di euro che Ilva ha già
versato dall’inizio dell’anno a oggi
per un totale di oltre 250 milioni di
euro pagati nel 2017 alle imprese del
territorio pugliese.
Queste risorse sono state individuate
grazie alla disponibilità del Governo
a finanziare la fase gestionale che
precede il closing dell’operazione
con il nuovo investitore e di Banca
Intesa SanPaolo che ha anticipato
al mese di dicembre l’erogazione
delle somme che erano previste per
gennaio 2018.
La Società, pur nelle difficoltà
economiche, sta compiendo ogni
possibile sforzo per onorare tutti gli
impegni e dare serenità e fiducia alle
imprese del territorio». Una notizia
fondamentale, dopo il grido d’allarme
che era stato lanciato nei giorni
scorsi dalle imprese dell’indotto,
arrivate ai limiti della sostenibilità
anche a causa dei debiti non pagati
dalla stessa Ilva.

«Speriamo soprattutto
che possano essere finalmente
pagate tutte le aziende dell’indotto
pugliesi (e per lo più tarantine) che
aspettano ancora le loro spettanze:
sono circa 100, delle quali 60 particolarmente
esposte. La somma maturata
è notevole: 150 milioni di euro,
dal momento del commissariamento
dell’Ilva fino all’amministrazione
straordinaria (gennaio 2015). A cui
si aggiungono altri 30 mln della
gestione corrente» aveva dichiarato
nei giorni scorsi Vincenzo Cesareo
(Confindustria Taranto). Insomma
180 milioni, che per un territorio
come quello di Taranto e provincia o
anche dell’intera Puglia «rappresentano
una cifra problematica, che può
uccidere il sistema territoriale». Il
presidente degli industriali tarantini
sottolineava che le aziende locali
«sono anni che continuano a finanziare
l’Ilva perché convinte che l’Ilva
è la ‘loro’ fabbrica, è la fabbrica
del territorio».

Ora l’urgenza è «che
l’Ilva possa presto tornare a un’economia
di mercato: c’è un investitore
disposto a investire, ci sono azioni da
fare per l’ambiente, dopodiché si può
ripartire con un’Ilva nuova».

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