Cronaca

La Asl: «Nessun allarme sulle cozze»

L'Azienda sanitaria risponde a Peacelink e Confcommercio difende i mitili: «Non sono inquinati»


«Dal 2011 a Settembre 2017
il Dipartimento di Prevenzione della Asl
di Taranto ha elaborato, di concerto
con le altre Istituzioni coinvolte, mirati
Piani di controllo della filiera della
mitilicoltura al fine di scongiurare l’immissione
in commercio ed il consumo
di prodotti non rispondenti ai criteri
di sicurezza alimentare stabiliti dalla
normativa vigente ed ha al contempo
emanato Ordinanze volte al divieto di
commercializzazione di quei mitili non
allevati secondo le disposizioni sanitarie
impartite».

L’Asl di Taranto risponde a Peacelink
che nei giorni scorsi aveva richiamato
l’attenzione sulle analisi effettuate
sulle cozze. L’associazione ha chiesto
al Dipartimento di prevenzione della
Asl di Taranto «i risultati delle analisi
effettuate sui mitili. Il dipartimento ci
ha risposto chiedendo il nulla osta al
responsabile della Struttura Burocratica
Legale al fine di consegnarci quanto
richiesto. Ma c’è bisogno di queste
trafile burocratiche per conoscere i dati
o questi dovrebbero essere pubblici ed
accessibili al pubblico?».

Ieri, dunque, la replica della Asl di
Taranto.
«In ottemperanza ai Piani di monitoraggio
e sorveglianza da febbraio 2011 a
Settembre 2017, il Servizio Veterinario
del Dipartimento di Prevenzione Asl Ta
ha effettuato n. 716 prelievi di mitili
per la ricerca di diossine e PCB nelle
aree classificate per la molluschicoltura
(Primo Seno Mar Piccolo, Secondo Seno
Mar Piccolo, Mar Grande) riscontrando
complessivamente n. 70 non conformità
ai limiti di legge esclusivamente nei
mitili allevati nel Primo seno ed ha
disposto nel contempo ed in successione,
una serie di Ordinanze culminate a
Marzo 2016 nella Ordinanza del Presidente
della Regione Puglia n. 188 con
cui si confermava quanto già disposto
nelle precedenti Ordinanze Asl TA, cioè
il divieto di prelievo e commercializzazione
dei mitili a taglia commerciale
presenti nel Primo Seno Del Mar Piccolo
dopo il 31 Marzo di ogni anno, mentre
rimane consentito l’allevamento del
novellame».

Il Dipartimento di Prevenzione della Asl
di Taranto «ha promosso una azione di
contrasto alle violazioni della Ordinanza
Regionale e delle disposizioni
sanitarie impartite, con numerose iniziative,
molte delle quali non emerse a
clamori della stampa e non per questo
meno efficaci – spiegano dall’Asl. Tali
interventi sono stati svolti con il supporto
di Capitaneria di Porto, Guardia di
Finanza e Carabinieri del Nas sia in ambiente
marino che in ambito terrestre a
seconda delle rispettive competenze nei
confronti di allevatori che operavano in
maniera difforme al dettato normativo,
di allevatori e venditori abusivi e di chi
incautamente commercializzava e somministrava
mitili senza garanzia di tracciabilità
alcuna. In relazione a questo
sono state comminate diverse sanzioni
amministrative e distrutte numerose
tonnellate di mitili non accompagnati
dalla certificazione sanitaria prevista
dalla legge.

Preventivamente a tali
interventi di repressione, sono stati
svolti incontri formativi con gli operatori
della filiera produttiva specifica,
con le Associazioni di categoria e con
le altre Autorità preposte al controllo
in materia, al fine di assicurare la più
ampia partecipazione collettiva possibile
al raggiungimento dell’obiettivo
della sicurezza alimentare. I controlli –
assicurano dall’azienda sanitaria locale
– non si fermano alla ricerca esclusiva di
diossine e Pcb in quanto le disposizioni
normative europee impongono la Sorveglianza
sanitaria nelle zone classificate,
per la ricerca di altri contaminanti di
natura microbiologica, biotossicologica
e chimica (Piombo, Cadmio, Mercurio,
Idrocarburi, Radionuclidi) che hanno
portato dal 2011 a Settembre 2017 a n.
252 campioni tutti esitati in rapporti di
prova conformi alla vigente normativa.

A tal fine preme sottolineare l’avvio di
una richiesta di riclassificazione del Secondo
Seno di Mar Piccolo da categoria
sanitaria “B” a categoria “A” diretta
alla Regione Puglia, Ente competente
alla classificazione degli specchi acquei
demaniali a seguito delle risultanze
sempre favorevoli della attività svolta
dalla Asl. Tali attività di campionamento,
ai fini della classificazione di
nuovi specchi acquei in sostituzione
di quelli sottratti al Primo Seno del
Mar Piccolo per l’allevamento dei mitili
e di altre zone di mare da destinare
all’allevamento delle Ostriche, hanno
previsto dal 2011 a Settembre 2017 n.
216 campioni tra mitili e ostriche, da
cui non è emersa alcuna criticità né dal
punto di vista microbiologico, né dal
punto di vista chimico.

Si menziona infine la realizzazione dallo
scorso anno in Mar Grande di n. 2 Zone
di Stabulazione da destinare alla depurazione
naturale di mitili provenienti da
zone più contaminate (“B” o “C”) che
sono state mantenute costantemente
sotto controllo da personale specialistico
afferente ai Servizi Veterinari
con n. 33 campioni per la ricerca dei
contaminanti previsti dalla normativa
vigente, tutti esitati in rapporti di
prova conformi.
In virtù della mole di lavoro svolto dal
Dipartimento di prevenzione Asl Ta nel
settore della molluschicoltura, delle
evidenze derivate dai campionamenti
sopra menzionati e dei provvedimenti
conseguenti alle non conformità registrate,
si può concludere che i mitili
provenienti dai circuiti autorizzati
rispettano tutti i parametri di sicurezza
alimentare e che resta sempre alta
l’attenzione del Dipartimento e degli
altri Organi di Vigilanza competenti, nei
confronti degli operatori che non ottemperano
alle disposizioni impartite».

Sull’argomento si registra anche l’intervento
della Confcommercio di Taranto.
«Le cozze di Taranto allevate nel secondo
seno del Mar Piccolo o in Mar Grande,
aree classificate per la molluschicoltura,
non sono inquinate. I mitili prodotti in
queste aree, sono allevati secondo le
disposizioni sanitarie impartite dall’Asl
Ta e dalla Regione Puglia (con proprie
ordinanze) e sono sottoposti a continui
controlli che ne certificano la conformità
alla normativa vigente. Pertanto,
le cozze vendute da commercianti in
regola sono sicure. Naturalmente tale
garanzia viene meno se si acquista da
rivenditori abusivi (i banchetti per
strada). Diventa difficile in questo caso
sapere dove e come è stato allevato il
prodotto, se proviene da un allevamento
abusivo o dal primo seno, dove è
consentito l’allevamento del novellame
ma non della cozza adulta che dopo il
31 marzo di ogni anno va trasferita
nelle aree classificate.

Basta rivolgersi
ad una attività commerciale autorizzata
per avere la certezza di portare in
tavola un prodotto sicuro – spiegano
dall’associazione dei commercianti.
D’altra parte le disposizioni normative
ed i continui controlli (a centinaia dal
2013 ) da parte del Servizio veterinario
del Dipartimento di prevenzione dell’Asl
Ta1, e l’azione di vigilanza della Guardia
di finanza, dei Nas e della Capitaneria
di porto fanno si che si possa a buon
diritto affermare che sul mercato legale
non vi è un prodotto mitilicolo più
monitorato e sorvegliato della cozza di
Taranto, molto più controllato in tutte
le sue fasi di allevamento, di altri mitili
allevati altrove.

La continua azione di
monitoraggio da parte del personale
dell’Asl garantisce non solo il controllo
della filiera, ma anche il contrasto
all’abusivismo nei cui confronti sono
state rivolte le numerose – e anche
recenti- operazioni di distruzione del
prodotto. Perciò attenzione alle generalizzazioni
e affermazioni che tendono
ad alimentare disinformazione e inutili
allarmismi».

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