18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca

Inchiesta bis, domani vertice in Procura per limare i dettagli


TARANTO – Un vertice in Procura. Fondamentale, per ‘limare’ gli ultimi dettagli dell’inchiesta che si annuncia come un terremoto pronto a scuotere Taranto. La Taranto ‘che conta’. Tra domani e giovedì gli inquirenti – magistrati da una parte, i militari della Guardia di Finanza dall’altra – si ritroveranno per mettere un punto alla cosiddetta ‘inchiesta bis’ sull’Ilva, “Environment Sold”, “Ambiente Venduto”. Un’inchiesta che, in realtà, va ben oltre il siderurgico. E’ sulle discariche all’interno delle aziende tarantine (anche, ma non solo, l’Ilva), su autorizzazioni, permessi e controlli che il pubblico ministero ha delegato l’attività ai militari della Guardia di Finanza.

Che, a loro volta, arriveranno poi a Girolamo Archinà, l’uomo delle pubbliche relazioni dell’Ilva estromesso dal nuovo presidente Bruno Ferrante lo scorso 4 agosto, quando il suo nome è emerso in quella che è stata ribattezzata ‘inchiesta bis’ sul colosso dell’acciaio. Dalle telefonate registrate nell’ambito di Environment Sold verranno la storia della busta con 10.000 euro consegnata il 27 marzo del 2010 all’allora consulente della Procura, il professor Lorenzo Liberti, incaricato di una perizia sulla diossina. “Ammorbidita”, secondo la ricostruzione del dottor Epifani, dalla mazzetta consegnata da Archinà in un autogrill dell’autostrada A14. Lo stesso Liberti, a novembre, è stato convocato dal pm, ed in quella occasione l’ex preside della facoltà tarantina di Ingegneria ha respinto con forza ogni accusa. A marzo è quindi arrivata, da parte gip Giuseppe Tommasino, la proroga delle indagini preliminari, mentre l’inchiesta si è divisa in due. Il troncone Ilva, “Archinà-Liberti”, è confluito nell’inchiesta madre sul disastro ambientale, che ha portato al sequestro dei sei impianti dell’area a caldo della grande fabbrica dell’acciaio ed è affidato al pool di magistrati guidato dal procuratore capo Franco Sebastio e dal procuratore aggiunto Pietro Argentino, che puntano a dimostrare così la capacità dell’azienda di essere persuasiva anche nei confronti degli enti pubblici; il filone staccato dalla ‘vicenda Ilva’ è rimasto invece al dottor Epifani. In questo quadro sfaccettato si inseriranno gli avvisi di conclusione delle indagini (tredici, sempre secondo le indiscrezioni, in questa prima fase) che avranno come destinatari anche politici tarantini con incarichi di rilievo nella cosa pubblica, dipendenti di enti pubblici ed imprenditori. Sulle bonifiche ambientali per domani il presidente della Provincia Florido ha convocato i sindaci dei comuni di Taranto, Statte, Massafra, Crispiano e Montemesola.

G.D.M.

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