24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Cronaca

Capodanno a Taranto, una festa da sprovincializzare

Sono ancora vive sui social le discussioni sul concerto organizzato dal Comune


Sono ancora vive sui social
le discussioni, con annesse
polemiche, sul concerto di
Capodanno organizzato dal
Comune in Piazza Immacolata.

Una festa per la quale
sono stati spesi poco più di
60mila euro.
Alcune considerazioni. Il Comune
ha fatto bene a dare un
segnale di vitalità, dopo anni
di buio e di nulla assoluto. Il
punto è un altro: con quella
cifra si poteva fare meglio?
Probabilmente sì. La festa di
Piazza Immacolata ha tradito
il solito limite culturale
che impedisce a Taranto di
crescere: il provincialismo.

Fatta eccezione per James
Senese, unico artista di largo
respiro della manifestazione,
quasi tutto il resto è stato
improntato ad un localismo
autoreferenziale che
non sempre corrisponde a
qualità artistico-culturale.
Parliamoci chiaro: la festa
può essere andata bene per
i tarantini alla ricerca di
un posto dove trascorrere la
mezzanotte senza spendere
una cifra, ma questi eventi
devono servire anche ad altro.
A richiamare pubblico da
fuori città e magari anche da
fuori provincia e, perché no, a
offrire svago di qualità ad una
fetta consistente di città che
magari ha esigenze differenti.
Esigenze che vengono colmate
da migrazioni verso altre città
della Puglia o della Basilicata
che hanno proposto spettacoli
di ben altro livello e con ben
altra risposta di pubblico.

C’è una città che rivendica di
essere tarantina e che non per
questo deve sentirsi obbligata
ad accontentarsi di eventi dal
profilo decisamente modesto.
L’impronta della festa, peraltro,
è apparsa in stridente
contrasto con la linea politica
portata avanti dall’amministrazione
Melucci.

Il sindaco lo diceva sin dalla campagna
elettorale che a Taranto
«bisogna alzare l’asticella», proprio
per indicare la evidente necessità di
sprovincializzare il contesto nel quale
vengono fatte scelte importanti
per la città. A modo suo, attirandosi
anche polemiche feroci, Melucci ha
dato corpo a questa esigenza e alla
sua stessa linea politica nominando
assessori e tecnici “forestieri”. Lo
ha fatto affermando che tornando
indietro ripeterebbe le stesse scelte.
Bene, ci aspettiamo passi in avanti
anche per quanto riguarda le politiche
culturali e gli spettacoli. Non
possiamo condannarci alla mediocrità
in nome di un malinteso senso
di tarantinità.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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