30 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 30 Ottobre 2020 alle 13:28:51

Cronaca

​«Capodanno riuscito e di più non si poteva fare»​

La festa in piazza: il direttore artistico Mauro Pulpito risponde al nostro giornale


“Capodanno, una
festa da sprovincializzare”: viva
discussione ha suscitato l’editoriale
pubblicato dal nostro giornale
a proposito del concerto in Piazza
Immacolata organizzato dal Comune
per la notte di San Silvestro.
Un evento per il quale sono stati
spesi circa 60mila euro. A tal proposito
riceviamo e pubblichiamo
questa lettera aperta a TarantoBuonasera
del direttore artistico
della serata, Mauro Pulpito.

Caro Direttore,

ti scrivo dopo aver letto il tuo pezzo
su “TarantoBuonasera”. Ci conosciamo
da tempo anche se non benissimo,
ma ti leggo sempre con stima.
Non faccio il tuo mestiere, ma voglio
integrare le informazioni che già mostri
di conoscere sul mio. Bada bene,
non critico nè approvo, non lodo nè
avverso…solo, completo lo scenario
sul quale ti ho letto appassionato e
sincero. Così ti sembrerà chiara una
contraddizione nella quale, inconsapevolmente,
secondo il mio modesto
parere e la mia esperienza, sei caduto.

Vedi…hai scritto che 60mila euro
per capodanno potevano essere spesi
meglio e si poteva allargare il campo
dei nomi nazionali…o qualcosa di
molto prossimo a questo.
Direttore, solo per palco e service
devi togliere tra i venti e i trentacinque
mila euro, a seconda dell’esigenza
tecnica degli artisti…generalmente
proporzionale allo spessore degli
stessi. Noi l’abbiamo stracontenuto,
assestandoci più o meno sul minimo.
Ma è una voce che si dovrebbe
affrontare sempre, chiunque su quel
palco salisse.

Con 37mila euro, poi,
noi abbiamo pagato l’intero cast! Ti
dò dei parametri…a Corato SOLO
D’Alessio è costato 68mila euro+iva.
Bianca Atzei, da sola, chiedeva 36,
la sola Michelin 50, il solo Gualazzi
40, il solo Bennato 60. Hai idea di
quanto costino gli artisti il 31 dicembre?
Piacerebbe a tutti avere grandi
nomi e averne più di uno, ma sarebbe
significato spendere il doppio. Immagina,
cosa avresti scritto, forse
anche legittimamente, di una tale
spesa! Delle due l’una, direttore…mi
sono spiegato? Dire che si potevano
spendere gli stessi soldi e avere altri
nomi “di fuori” è semplicemente un
ossimoro. Te lo assicuro.

Abbiamo
passato 18 giorni (e notti) di passione
per spaccare il centesimo, coinvolgere
artisti nostrani ma apprezzatissimi
fuori, che facessero da corollario
ineccepibilmente decoroso a Mietta
e ai protagonisti di un vero e proprio
evento, quali James Senese e Napoli
Centrale.
Da tarantino e da comandante di
quella truppa sul palco, assieme e
Fabiano Marti, ti dico appassionatamente
che dopo di loro e Mietta,
ho visto una piazza ormai gremita e
perbene che ballava e cantava felice,
come forse a Taranto non è successo
mai. È stato bellissimo.

Senza nemmeno
un piccolissimo incidente o
grana, perché anche a un target che
non ne piantasse avevamo cercato di
rivolgerci. E intere famiglie han ballato
coi Terraross, realtà nostrana che
Madonna in persona apprezza, predilige
e precetta per le sue vacanze
qui. È più provinciale aver ingaggiato
loro per un post mezzanotte rivelatosi
perfetto o pensare di non farlo
solo perché son di qua? Direttore,
credimi…l’asticella è stata alzata,
eccome.

Perché sul palco son saliti
solo professionisti, perché sotto il
palco, a differenza di pressoché tutte
le altre piazze d’Italia, non son venuti
a drogarsi o ubriacarsi…tanto meno
a sparare botti o fare i vandali (nemmeno
fuochi d’artificio abbiam voluto,
essendo in centro e rispettando i
tanti cani ed altri animali domestici
che avremmo fatto soffrire). È stata
una piazza civilissima, sana, allegra
e felice. E purtroppo questo a Taranto
È alzare l’asticella, ahimè. Direttore,
credimi…ci abbiamo messo il cuore e
chi è venuto lo ha “sentito”. E, fidati,
riferendomi a qualcosa che riguarda
il mio mestiere, il rapporto Q/P del
capodanno di Taranto (ti ho dato
qualche parametro) è il migliore di
tutti. Mi permetto di rivendicarlo
semplicemente perché ho a che fare
con decine di addetti ai lavori e tutti
loro sanno e dicono che è così. Ah…
ma tu non puoi saperlo…tranne che
per Senese, il Comune (caso assolutamente
unico) non ha speso un
euro di agenzie o intermediari di
alcun tipo.

I soldi erano quelli…coi quali a
Bari non han pagato nemmeno le
transenne (lo so con certezza…l’ha
organizzato Norba, dove lavoro) e
con quelli dovevamo farlo. Con meno
di centomila euro, è folle anche pensarlo,
il capodanno in piazza.
Questo volevo tu sapessi e ho cercato di argomentarti. Noi lo abbiamo fatto
lo stesso. Impazzendo dietro numeri,
cifre, persone…ma anche dando spazio
ad alte professionalità tarantine.
Gran parte delle quali, alla ribalta
nazionale e anche oltre (vedi Mama
Marjas…che io stesso ho premiato
al Petruzzelli come giovane realtà
internazionale). Tutto qui, Direttore.
E grazie per lo spazio che ci hai riservato
e il garbo con cui hai esposto
le tue perplessità. Spero, su alcune,
di averti dato elementi per fugarle.
O consolidarle, per carità…ma con
più riferimenti, che forse non potevi
detenere. Un abbraccio. E buon anno.

Mauro Pulpito

—————————————–

La replica del Direttore responsabile Enzo Ferrari:

Ringraziamo Mauro Pulpito per il garbo della sua
risposta e per l’appassionata difesa del suo lavoro e
di quello di quanti hanno contribuito allo spettacolo
del 31 dicembre.
Ribadiamo alcuni concetti: il Comune ha fatto bene
ad organizzare la festa e a rompere una spirale di desolante
inattività che durava da anni.

Ora, partendo
da questo presupposto, c’è da chiedersi: questi eventi
devono servire ad accontentare solo i tarantini che
non possono permettersi altro o devono innescare
dei meccanismi che diano un ritorno complessivo
alla città? Crediamo che questa seconda strada
sia quella da seguire. Pur riconoscendo l’impegno
e la professionalità di quanti hanno organizzato e
partecipato alla festa di Piazza Immacolata – che
non abbiamo mai voluto mettere in discussione – è
difficile tuttavia scorgere benefici di ritorno scaturiti
dall’ evento. Il punto è proprio questo: richiamare
pubblico da fuori. Non ci si può accontentare delle
solite cose fatte in casa in fretta e in furia. Usciamo
da queste visioni asfittiche.

Ecco il senso dell’auspicata
“sprovincializzazione” di questi eventi. Non ci
sono soldi a sufficienza? Bene, allora si coinvolgano
i privati. Coinvolgere le stesse grandi aziende – senza
che ciò debba necessariamente significare sottomissione
– non può più essere un tabù. Tutti gli attori del
territorio devono partecipare a finanziare politiche
che possano aiutare Taranto a risalire la china.
Partendo dall’esperienza di quest’anno, si cominci a
programmare sin da ora per la volta prossima, senza
dimenticare che di mezzo c’è la Settimana Santa,
altro evento che merita ben altra valorizzazione.
Altrimenti avremo buttato 60mila euro e altri ne
butteremo inutilmente.

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