20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Cronaca

In Città Vecchia l’avamposto per combattere l’usura


TARANTO – Cinque arresti per usura in pochi giorni, in due distinte operazioni condotte da Carabinieri e Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle hanno posto la parola fine al calvario finanziario ma anche umano di un artigiano che ora potrebbe anche ricorrere all’aiuto economico previsto dallo Stato per le vittime dell’usura, mentre i militari dell’Arma sono stati ringraziati personalmente dalla commerciante strozzata dai cravattari. Ha considerato quegli investigatori i suoi “angeli custodi”. Dottoressa Maria Antonietta Gualtieri, quasi due anni di sportello antiusura e antiracket a Palazzo Galeota. Come ha risposto la città? “Ha risposto bene e stiamo ottenendo risultati lusinghieri grazie alla collaborazione con le forze dell’ordine e la magistratura. Aver scelto la città vecchia come luogo simbolo per combattere usura e racket è stata certamente una mossa azzeccata.

Tutto ciò che è stato fatto fino ad ora per sensibilizzare i cittadini riguardo al fenomeno ha dato risultati molto positivi. Prima che fosse istituito lo sportello, alla fine del 2010, molta gente non sapeva, ad esempio, dell’esistenza del fondo antiusura e antiracket. Con la ripresa promuoveremo anche incontri con le scuole, le famiglie, gli imprenditori e i commercianti. Nel vicolo in cui è situata la sede dello sportello, inoltre, sarà installato un sistema di videosorveglianza”. Come funziona lo sportello? “La vittima logicamente deve portare le prove del sopruso e noi siamo pronti a costituirci parte civile nell’eventuale processo. Chi è stato perseguitato dall’usuraio o dall’estortore non si sente più solo. Potrà contare sulla consulenze legale e su quella psicologica. Con noi collaborano anche due poliziotti in pensione i quali in tanti anni hanno acquisito esperienza sul campo e ora sono pronti a fornire un aiuto alle vittime. Entro 180 giorni per l’usura ed entro 120 giorni per il racket la vittima può chiedere in Prefettura l’accesso al fondo e lo Stato concede un mutuo. Si può sospendere anche fino ad un anno il pagamento dei debiti”. Le denunce sono in crescita? “Sì, sono in aumento, e questo fa emergere che dopo un continuo lavoro di sensibilizzazione la gente ha capito che quella della denuncia è l’unica strada percorribile per liberarsi da strozzini ed estortori. Precisamente ciò che è accaduto con le due vittime che, nei giorni scorsi hanno fatto arrestare chi ha reso loro la vita difficile. Hanno ringraziato le forze dell’ordine perchè hanno capito di aver scelto la via giusta, quella del coraggio” Quanto è diffusa l’usura a Taranto? “Più di quanto si possa pensare. Purtroppo è un fenomeno sommerso e quindi bisogna lavorare molto per farlo emergere. E’ necessaria una informazione capillare che è fondamentale per spingere le vittime a presentarsi allo sportello e per infondere fiducia in chi ha il timore di denunciare, per uscire dall’incubo e far valere i propri diritti. Chi denuncia deve avere la certezza che ci sono persone che rappresentano le istituzioni e sulle quali si può contare. In quasi due anni di impegno sul fronte dell’antiusura e dell’antiracket sono state decine le segnalazioni che ci sono arrivate. Siamo riusciti a rompere l’isolamento in cui erano piombate le vittime. E ciò è fondamentale per il percorso che porterà le vittime a uscire dal circolo vizioso. Alla fine dell’anno tracceremo un bilancio”. Il caso che più l’ha colpita. “Tutti i casi che trattiamo mi colpiscono. E mi rendono felice quelli che si risolvono e che restituiscono la dignità, la libertà, la vera vita”.

Giovanni Nicolardi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche