Cronaca

Parchi, domenica l’ultimo carico. Pronto il nuovo piano di Ferrante


TARANTO – “Entro la fine di questa settimana il presidente Ferrante presenterà in Procura un piano degli interventi che l’azienda intende attuare, subito, nelle sei aree sottoposte a sequestro”. A riferirlo, subito dopo l’incontro tra i sindacati metalmeccanici e lo stesso presidente dell’Ilva, è il segretario della Fim Cisl Mimmo Panarelli, presente al vertice insieme ad Antonio Talò (Uilm) e Donato Stefanelli (Fiom Cgil). L’Ilva ha un piano, quindi, che può essere operativo da subito, per passare dalle parole ai fatti in merito all’ambientalizzazione del più grande stabilimento siderurgico d’Europa. Misure che, ovviamente, dovranno passare però al vaglio dei magistrati che intendono accelerare la “fase 2” del sequestro disposto dal gip Todisco alla fine di luglio.

I riflettori sono puntati, in questi giorni, sui parchi minerali dopo la disposizione che blocca l’accesso delle materie prime in quella che è una delle aree sequestrate. “Entro domenica verranno scaricati gli ultimi rifornimenti. Dopo si dovranno chiedere, volta per volta, eventuali deroghe che dovranno essere motivate” spiega Panarelli. “Anche su questo, ci ha detto Ferrante, i tecnici dell’Ilva stanno lavorando per predisporre una soluzione che poi verrà posta all’attenzione della Procura. L’obiettivo – chiosa il segretario dei metalmeccanici Cisl – è quello di poter continuare nella produzione, in modo da non toccare i livelli occupazionali ed evitare il ricorso a cassa integrazione o altro. In questo senso Ferrante ci ha rassicurati: il piano è funzionale a questo. Ora dobbiamo vedere quali saranno le risposte della Procura”. Che ha già bocciato delle precedenti proposte presentate dall’azienda. Sempre oggi, in una giornata che si annuncia lunga e cruciale per il destino della fabbrica dell’acciaio che incombe sui due mari, spazio al confronto tra i sindacati e Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento, i custodi nominati dal gip Todisco ai quali (insieme a Ferrante, come ha deciso il Riesame) sono state affidate le aree sequestrate. Proprio Valenzano, Laterza e Lofrumento nei giorni scorsi chiesto di bloccare la costruzione della rete anti-polveri tra il siderurgico e quartiere Tamburi di Taranto, segnalando anche alla commissione che in queste settimane sta riesaminando l’Autorizzazione integrata ambientale che le proposte presentate dall’azienda ai diversi tavoli, compreso quello tecnico regionale, non sono state concordate con gli stessi custodi. Valenzano, Laterza e Lofrumento hanno detto ai sindacalisti di rivolgersi direttamente in Procura per avere informazioni.

Giovanni Di Meo

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