14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Giugno 2021 alle 23:07:08

Cronaca

Wind day, protesta a Palazzo di Città

Scuole chiuse e polemiche


«Oggi (ieri, ndr), ennesimo wind day. Ora basta,
difendiamo i diritti dei nostri figli».

Una serie di messaggi whatsapp e post su facebook per
darsi appuntamento ieri mattina «alle 9.30 tutti sotto il
Comune in piazza Castello».
è l’iniziativa intrapresa da un gruppo di mamme
residenti al rione Tamburi che, in concomitanza con
un “wind day”, hanno deciso di ritrovarsi a Palazzo
di Città per chiedere un incontro al sindaco Melucci.
Come noto, a seguito dell’ordinanza sindacale numero
39 dello scorso 24 ottobre, le scuole di ogni ordine e
grado del quartiere Tamburi restano chiuse durante
i “wind day”, cioè quando il forte vento che spira
da Nord-Ovest solleva le polveri del parco minerali
dell’Ilva.

Intanto, l’associazione PeaceLink chiede ufficialmente
al sindaco Rinaldo Melucci che il Comune di Taranto
«commissioni una perizia ad Arpa Puglia che accerti
in maniera inequivocabile la natura delle polveri che
si depositano sulla città durante i Wind Days. Tale
perizia deve avere carattere globale e sistematico che
accerti, oltre ogni ragionevole dubbio, la provenienza
delle polveri in modo da poter avviare nei confronti
del prossimo acquirente dell’Ilva un’azione di
quantificazione e risarcimento del danno, in base
al principio “chi inquina paga”.

Tale risarcimento
deve poter toccare anche le aree private (lastrici
solari, terrazzi, balconi, giardinetti). La perizia che
l’Associazione PeaceLink richiede riguarda anche le
aree private in quanto durante i Wind Days le polveri
si accumulano su tali superfici per poi ricadere sugli
spazi pubblici, vanificando in parte l’azione di igiene
dei mezzi comunali».

«Chiediamo ufficialmente al sindaco – spiegano
Luciano Manna, Fulvia Gravame e Alessandro
Marescotti – che utilizzi tutti i suoi poteri istituzionali
per l’attuazione dell’art. 3 ter del Testo Unico
Ambientale (dlgs 152/2006) con cui è previsto il
principio dell’azione ambientale, che impone a tutti gli
enti pubblici e privati e alle persone fisiche e giuridiche
pubbliche o private, di garantire la tutela dell’ambiente,
degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale
attraverso una “adeguata azione che sia informata
ai principi della precauzione, dell’azione preventiva,
della correzione in via prioritaria alla fonte dei danni
causati all’ambiente, nonché al principio «chi inquina
paga» che, ai sensi dell’articolo 174, comma 2, del
Trattato dell’Unione Europea, regolano la politica della
comunità in materia ambientale”».

Per Marco Galante, consigliere regionale M5S
«ancora una volta i cittadini tarantini sono ostaggio
dell’ormai celeberrimo fenomeno dei “wind days”.
Così ancora una volta è il territorio a doversi adeguare
alle esigenze dell’Ilva e non il contrario: una vera e
propria privazione della libertà personale e del diritto
alla salute».

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