24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca

​«Opere pubbliche, Vogliamo il confronto»​

​«Taranto si appresta a vivere, grazie al Cis, una grande stagione di appalti. È importante la partecipazione di tutti gli attori» ​


«Il Comune di Taranto
ha definito alcuni giorni fa il Piano
Triennale delle Opere Pubbliche
che fino al 2020 potrebbe disegnare
il nuovo assetto urbanistico della
città, ma anche riqualificare aree
territoriali da anni in attesa di interventi
sia sul fronte della vivibilità
urbana, sia in termini di fruizione.

Assieme all’approvazione del Dpp
(Documento di Programmazione
Preliminare) propedeutico al nuovo
Pug (Piano Urbanistico Generale)
in cui come sindacato siamo stati
coinvolti, questo strumento oltre a
rispondere a bisogni collettivi, offre
una speranza ad un settore, quello
dell’edilizia, che dal 2010 al 2016 ha
visto dimezzare la sua forza lavoro.
Ci piacerebbe pertanto che l’ente
civico sentisse l’esigenza di un confronto
più assiduo proprio sul tema
della grande stagione di appalti pubblici
che proprio grazie al Cis e agli
interventi previsti dal Patto per la
Puglia, Taranto si appresta a vivere».

Francesco Bardinella, segretario
generale della Fillea Cgil di Taranto,
spulcia carte alla mano la scheda
predisposta dal Comune di Taranto
relativa alle opere pubbliche da mettere
in cantiere tra il 2018 e il 2020,
ma rilancia anche il tema del lavoro
e della qualità dello stesso.

«E’ innegabile l’interesse del settore
sugli investimenti previsti – spiega
– anche perché alcune opere, penso
in particolar modo a quelle previste
nelle schede di intervento del Contratto
Istituzionale di Sviluppo per
Taranto, possono trasformarsi in
cantiere nell’immediato. Vi è copertura
finanziaria sufficiente, ma resta
il nodo delle ricadute occupazionali
e produttive e quello della programmazione
complessiva dello sviluppo
in ogni ambito di intervento. Preoccupazione
che condividiamo anche
con l’Ance.

La stagione dei cantieri
deve ripartire, e non tra mesi o anni,
ma da subito perché il settore dell’edilizia,
vede imprese e lavoratori allo
stremo delle forze – sottolinea Bardinella
– per questa ragione sarebbe
auspicabile ripartire dall’art. 9 dello
Statuto del Cis: pietra miliare degli
interventi che devono avere ricadute
sullo sviluppo di questo territorio».
Principio che secondo il segretario
generale della Fillea Cgil ha trovato
ampie declinazioni ma stenta a partire
proprio all’interno del Comune
di Taranto.
«Il protocollo per la legalità, stipulato
in Prefettura lo scorso agosto,
il tavolo per l’edilizia insediato in
Regione con l’assessore Mazzarano
e che focalizza la sua attenzione
anche sul riconoscimento della congruità
sul costo della manodopera,
lo stesso coinvolgimento al tavolo
di programmazione per il Pug, sono
segnali di impegno preciso in tal senso
– dice Bardinella – ma restiamo
ancora senza risposte sulle attività e
gli interventi da programmare per
organizzare anche con l’assessore
all’edilità del Comune di Taranto un
piano triennale che tenga conto delle imprese e dei lavoratori tarantini».

Per la Fillea di Taranto, dunque, quel
Piano ha bisogno di essere calato
sulla carne viva dell’emergenza del
settore.
«Chiediamo da mesi un confronto
– termina – anche per riprendere il
dialogo sull’infrastrutturazione indispensabile
anche in vista della definizione
delle Zes (Zone Economiche
Speciali). E’ il momento di valutare
priorità, interventi e tutele a partire
dalle risorse disponibili, affinché in
città tornino le gru e tornino i lavoratori
edili della nostra provincia.
Indispensabile pertanto riprendere il
colloquio con il partenariato economico
e sociale di questa città».

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