22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca

Ctp, bufera giudiziaria. Domani parlano i vertici


TARANTO – Sono accusati di indebita percezione di finanziamenti pubblici, falso, abuso d’ufficio, truffa aggravata ai danni dello Stato i 19 destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini firmato dal sostituto procuratore Remo Epifani al termine di una inchiesta sul Ctp, il Consorzio Trasporti Pubblici. Nella bufera il presidente Giovanni D’Auria, da pochi giorni nominato amministatore unico, gli ex consiglieri di amministrazione Mimmo D’Andria, Angelo Fiore, Vincenzo Di Gregorio (attualmente consigliere comunale per il Partito Democratico), Vincenzo Chiarelli, Bruno Pastore (ex assessore comunale), Ciccio Voccoli (ex parlamentare e consigliere comunale); il direttore generale Mimmo Rochira, i dirigenti Giuseppe Portulano e Michele Ciccimarra, i funzionari Riccardo Caliandro e Paolo Bellini; il revisore contabile Giampiero Iobbi; i componenti del collegio sindacale Antonio Ripa, Antonio Ricci, Gregorio Raffaele Pignataro, Felice Bitetti, Enrico Iannelli e Tullia Cuzzocrea. Domani dovrebbe tenersi una conferenza stampa dei vertici del Ctp in merito a questa vicenda.

Tra il 2007 e il 2010 il Ctp avrebbe attestato un numero di chilometri percorso dai suoi mezzi pari a circa la metà rispetto a quelli effettivamente compiuti, ottenendo così dalla regione Puglia oltre mezzo milione di euro in più rispetto al dovuto. L’inchiesta è nata dopo un dettagliato esposto. Vincenzo Di Gregorio rivela: “Non ho ricevuto alcun avviso di conclusione delle indagini. Stamattina mi è arrivato un sms da un amico che, dopo aver letto i giornali, mi ha informato della vicenda. All’epoca dei fatti – rimarca Di Gregorio – non ero nemmeno consigliere del Ctp. Sono stato in carica per sei mesi, ma nel 2007”. Anche Ciccio Voccoli smentisce ogni accusa: “Non solo non ho ricevuto alcun avviso di conclusione delle indagini ma io, come Di Gregorio e Pastore ci siamo dimessi nel 2007, dopo l’elezione in Consiglio comunale. Il bilancio di quell’esercizio è stato approvato nel 2008 quindi se c’è qualche ipotesi di reato non è certo da addebitare a noi”.

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