11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 17:10:34

Cronaca

Taranto, ex patron nei guai


TARANTO – Avrebbero dichiarato il falso sul passaggio di proprietà delle quote del Taranto Calcio, evaso il fisco per oltre 2 milioni di euro e sottratto alla contribuzione previdenziale circa 4 milioni di euro. Nei guai sono finiti i due ex patron rossoblu, Luigi Blasi ed Enzo D’Addario. Sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza, insieme ad altre quattro persone, a vario titolo, per i reati di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, false comunicazioni sociali e dichiarazioni infedeli. In azione i militari del Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale, diretti dal maggiore Giuseppe Micelli, i quali durante una complessa attività di verifica fiscale sugli anni 2009, 2010 e 2011, hanno accertato che la più importante società calcistica del capoluogo ionico avrebbe omesso di operare ritenute fiscali per oltre un milione e seicento mila euro, in qualità di sostituto d’imposta per gli emolumenti corrisposti ai dipendenti e di versare l’Iva, riferita al 2011, per oltre 400mila euro.

Le Fiamme Gialle hanno anche accertato una base imponibile di circa 4 milioni di euro sottratta dalla società agli obblighi di contribuzione previ-denziale. Secondo gli investigatori della Finanza la gestione amministrativa sarebbe stata posta in essere attraverso l’interposizione di altre società riconducibili al rappresentante legale della società sportiva. Infatti, nell’ambito delle documentazioni controllate, sono stati acquisiti contratti riferiti alla cessione e all’utilizzo dei diritti d’immagine, stipulati da calciatori e personale tecnico direttamente con le predette società che, in realtà, andavano ad integrare indebitamente il reale contratto sottoscritto con la società sportiva secondo le norme federali. Ciò avrebbe permesso alla società sportiva di abbattere notevolmente il costo del “personale dipendente”, in quanto questa forma elusiva avrebbe consentito in modo illecito di prendere a base un imponibile notevolmente inferiore per il conseguente calcolo dei versamenti dei contributi previdenziali. L’attività di accertamento, come detto, ha riguardato anche il passaggio di proprietà delle quote della società sportiva tra il rappresentante legale ed il precedente patron, avvenuto nell’anno 2009. Dall’esame della documentazione extracontabile è stata riscontrata una cospicua differenza di prezzo formalizzato nell’atto notarile. Ufficialmente il passaggio sarebbe costato 450mila euro ma in realtà sarebbero stati versati oltre 3 milioni di euro. La verifica ha consentito di accertare una maggiore plusvalenza, rispetto a quella dichiarata, che naturalmente sarà assoggettata a tassazione fiscale.

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