21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Cronaca

“Il silenzio dei vivi” nel ricordo di Elisa

La Shoah raccontata dalla Springer


«Il 1° novembre 1995
sono tornata ad Auschwitz. Ho rivisto i
reticolati, le torrette, quel che resta dei
forni crematori e le baracche, dove ci
raccoglievamo tremanti. Ho risentito,
nel silenzio assoluto di oggi, le voci e
le invocazioni di ieri. Ho capito che
non bastano cinquant’anni per cancellare
il ricordo di un crimine così
grande.

L’immagine di quei luoghi e
il dolore che ne derivò sono impressi
in maniera indelebile nei miei occhi:
non mi hanno mai abbandonato. Oggi,
più che mai, è necessario che i giovani
sappiano, capiscano e comprendano: è
l’unico modo per sperare che quell’indicibile
orrore non si ripeta, è l’unico
modo per farci uscire dall’oscurità. Se
la mia testimonianza di sopravvissuta
ai campi di sterminio, la mia presenza
nel cuore di chi comprende la pietà,
serve a far crescere comprensione e
amore, anch’io allora, potrò pensare
che, nella vita, tutto ciò è stato assurdo
e tremendo e potrà essere servito
come riscatto per il sacrificio di tanti
innocenti per costruire un mondo migliore
senza odiò né barriere.

Oggi ho
compreso che Dio mi ha concesso di
liberarmi dalla prigionia del passato,
attraverso le pagine di questo libro.
Mi ha fatto amare dai ragazzi che ho
incontrato, dai germogli del domani.
Un fiore… solo un fiore piantino per
ogni lacrima che cadrà dai loro cuori.
Saranno loro, i fiori di quel deserto e
lì, in silenzio, comprenderanno perché
tanti milioni di innocenti, sono nati
“solo” per morire».
Così ha scritto Elisa Springer, nell’introduzione
del suo primo libro “Il
silenzio dei vivi”. Dopo 50 anni di
silenzio, spinta dall’amato figlio Silvio,
medico in Manduria, Elisa si era decisa
a raccontare tutto ciò che di peggio
non si possa nemmeno immaginare.
Al solo sentire pronunciare il nome
del famigerato dottor Mengele, lei era
ancora percorsa da brividi di terrore.

Ridotta ad una larva umana, umiliata
e offesa, la sua fede, la sua forza d’animo
le tennero vivo il desiderio di
sopravvivere ed una serie di fortunate
coincidenze le consentirono di tornare
tra i vivi. Lei era ormai allo stremo
delle forze, in coma per denutrizione
ed ipotermia. La salvò una cioccolata
donatele da un soldato russo. Ho avuto
la fortuna, (da me cercata però), di
conoscere Elisa e suo figlio Silvio,
appena saputo della pubblicazione del
suo libro, in quel di Manduria, dove
vivevano. Con i miei colleghi di Videolevante
organizzammo per lei diversi
incontri, il primo in un’affollata aula
magna dell’Itis Pacinotti e poi in altre
scuole della provincia di Taranto.

Era
nata a Vienna nel 1918 in una famiglia
di commercianti ebrei di origine ungherese.
Aveva 27 anni quando venne
arrestata e deportata ad Auschwitz con
un convoglio in partenza da Verona il
2 agosto del 1944. Degli ultimi anni
dell’esistenza di Elisa vissuti in Puglia
si ricordano l’impegno, il coraggio
e la determinazione nell’inculcare
ai giovanissimi l’etica della pace e
l’esaltazione della uguaglianza tra i
popoli e le religioni, come quando parlò
ai giovani cattolici siciliani riuniti a
Caltanissetta il 17 marzo 2002. Questo
impegno è culminato nella pubblicazione,
un anno prima della morte, del
suo secondo libro, “L’eco del silenzio. La Shoah raccontata ai giovani.”

Il 10
dicembre 2002 le è stata conferita la
cittadinanza onoraria di Matera ed in
suo onore l’istituzione della Fondazione
Elisa Springer A-24020 (il marchio
di Auschwitz sulla sua pelle) che ha
raccolto il suo archivio personale, ed il
Premio internazionale Elisa Springer,
assegnato nella sua prima edizione al
sindaco di Roma Walter Veltroni.
Nella foto in alto, Elisa Springer, accompagnata
come sempre dal fglio
Silvio, racconta ad un gruppo di giovanissimi
allievi della Scuola Media
Maria Pia di Taranto la sua terribile
esperienza. Fu un incontro molto
commovente e partecipato. Elisa si
è spenta serenamente il 20 settembre
2004, alcuni anni dopo il figlio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche