18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

Cronaca

Ventisette anni di Emmanuel

Visita al centro diurno dell’assessore ai Servizi Sociali


Un tempo era un
carcere militare, in pieno centro
a Taranto, ma da ventisette anni
rappresenta un’oasi di salvezza
per persone multiproblematiche
con problemi di dipendenza.

È la storia del Centro diurno di
prima di accoglienza “a bassa soglia”
della Comunità Emmanuel,
l’unico del nostro territorio ubicato
nel cuore del Borgo umbertino
di Taranto, all’inizio della centralissima
via Pupino, nei pressi
dell’ospedale Militare Marittimo.
Il Centro diurno di prima accoglienza
“a bassa soglia” della
Comunità Emmanuel, attivo ogni
giorno dalle 8.30 alle 12.30 e dalle
15.30 alle 19.30, accoglie tutti
coloro che vivono il disagio della
dipendenza, principalmente tossicodipendenti,
ma anche persone
che hanno altre dipendenze, come
quelle da alcol o da gioco, finanche
quella da “gratta e vinci”.

Il Centro della Comunità Emmanuel
accoglie comunque tutti coloro
che si presentano ai suoi cancelli,
come i tanti extracomunitari
e clochard in difficoltà, uomini e
donne che qui possono rifocillarsi,
lavarsi, avere vestiti puliti e,
soprattutto, vengono “ascoltati”
ricevendo un po’ di calore umano
ed un riparo dall’indifferenza che
ogni giorno li circonda.
Nei programmi della Comunità
Emmanuel, inoltre, c’è l’intenzione
di aprire il centro con orario
continuato organizzando anche
un catering per offrire i pasti agli ospiti, in quanto si è notato che
spesso i giocatori compulsivi, non
sapendo dove andare, nella pausa
pranzo si riparano nelle sale gioco
ricadendo in tentazione.
Fondata a Lecce, la Comunità
Emmanuel opera a Taranto dal
1990, ventisette anni in cui ha
operato prima autonomamente,
e dal marzo del 2009 nell’ambito
dei Piani di Zona comunali.

Il
Centro, essendo stato inserito in
tre consecutivi Piano Sociale di
Zona del Comune di Taranto, è
stato finanziato dalla Regione Puglia;
supervisionati dal Ser.D Asl
Taranto e dal Comune di Taranto,
vi prestano la loro opera figure
professionali altamente specializzate,
quali psicologi ed educatori,
e volontari. Stamattina, al Centro
Diurno di Prima accoglienza della
Comunità Emmanuel di via Pupino,
1 (cancello adiacenze Ospedale
Militare), la visita di Simona
Scarpati, assessore Servizi Sociali
del Comune di Taranto; Vincenza
Ariano, dirigente Struttura Complessa
Ser.D del Dipartimento Dipendenze
Patologiche Asl Taranto;
Patrizia Mignolo, presidente
della Commissione Consiliare dei
Servizi del Comune di Taranto,
accolte da Maria Anna Carelli,
responsabile Comunità Emmanuel
di Taranto.
Nell’occasione Maria Anna Carelli
ha spiegato che «il nostro scopo
principale è accogliere e assistere
i tossicodipendenti, ma siamo
pronti ad ospitare chiunque si presenti
da noi».

Attivo dal marzo del 2009, il Centro
ha infatti accolto tantissime
persone: «nel nostro Centro Diurno
– ha continuato la dottoressa
Carelli – in quasi nove anni (fino
al 31 dicembre 2017) solo nell’ambito
dell’attività svolta nei Piani di
Zona abbiamo registrato 17.840
“presenze” realizzate da 1.691
persone diverse; tra queste alcune
si presentano in modo estemporaneo,
mentre molte frequentano
quotidianamente il centro per un
determinato periodo, da alcuni
giorni a diversi mesi. Il loro allontanamento
dalla strada, dalle tentazioni
che essa presenta, anche
solo per un’ora, per noi rappresenta
comunque un successo».

Nel corso degli anni i flussi immigratori
accaduti sul nostro territorio
hanno modificato la tipologia
dei frequentatori del Centro: mentre
nel primo anno 2009 la percentuale
degli italiani è stata l’85,98%
e gli stranieri solo il 3,71%, si è
poi assistito al progressivo aumento
degli stranieri, fino al 26,85%
nel 2015, per poi vedere una loro
diminuzione a seguito dell’apertura
di numerosi centri per profughi
e immigrati.
Proprio nei confronti di queste
strutture Maria Anna Carelli lancia
un appello: «tra i tantissimi
immigrati e profughi ospitati a
Taranto in centri di accoglienza
ci sono anche persone che, avendo
dipendenze, necessitano di particolari
trattamenti da parte di personale
qualificato. La Comunità
Emmanuel è disponibile, come già
avvenuto, a sviluppare rapporti di
collaborazione per risolvere tale
esigenza».

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