24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Cronaca

​Così si annullano le “cartelle pazze”​

Pioggia di segnalazioni. Parola al dirigente


«Sono un contribuente che ha
pagato l’Imu 2012 regolarmente (ho le ricevute)
ma il Comune di Taranto mi ha inviato
l’ingiunzione di un pagamento (con interessi
e mora) per una ipotetica e non chiara (anzi
incomprensibile) motivazione. Ieri, all’ufficio
Tributi del Comune, c’era una folla di cittadini
in cerca di chiarimenti, segno che molti hanno
ricevuto la stessa ingiunzione».

È solo una delle segnalazioni che da giorni
stanno arrivando all’indirizzo email del nostro
giornale (redazione@
tarantobuonasera.it). Diversi
contribuenti tarantini
denunciano l’invio, da parte
dell’ufficio Tributi, di “cartelle
pazze”.
Sull’argomento è recentementa
intervenuto il dirigente
comunale Antonio
Lacatena, che ha illustrato
il percorso utile a correggere
le potenziali anomalie.

«Coloro i quali hanno ricevuto
in questi giorni avvisi
di accertamento che ritengono
essere errati, potranno
presentare istanza di annullamento/rettifica in
autotutela con le seguenti alternative modalità:
1. presso la sede della Direzione su apposita
modulistica disponibile in ufficio; 2. a mezzo
posta elettronica ordinaria o pec (posta elettronica
certificata), compilando il modulo inserito
nell’apposita sezione del sito web del Comune
di Taranto istituzionale dell’Ente nella sezione
modulistica – tributi, nel quale sono indicati i recapiti, evitando così inutili possibili lunghe
attese allo sportello. La Direzione – spiega Lacatena
– si impegna ad esaminare nel più breve
tempo possibile le istanze pervenute, anche
successivamente al termine di 60 giorni dalla
notifica dell’atto al contribuente fissato per la
proposizione del ricorso. L’eventuale accoglimento
dell’istanza, anche dopo il termine per
la proposizione del ricorso di cui sopra, determinerà
l’annullamento dell’atto attraverso l’esercizio
dell’autotutela comunale.

Si precisa che
in ogni caso la presentazione
dell’istanza non interrompe i
termini fissati dalla legge per
la proposizione del reclamo/
ricorso. Infine, tenuto conto
delle numerose richieste di
chiarimento pervenute, si
evidenzia ad ogni buon fine
che gli effetti della notificazione,
eseguita a mezzo del
servizio postale degli atti
di imposizione tributaria,
così come chiarito da più
sentenze della Corte di Cassazione,
si producono per il
notificante al momento della
consegna del piego all’ufficiale giudiziario
(ovvero al personale del servizio postale) e per
il destinatario al momento della ricezione. Ne
consegue – conclude il dirigente comunale dei
Tributi – che il termine per verificare la tempestività
della notificazione dell’avviso di accertamento
spedito a mezzo posta coincide con la
data di spedizione del plico e non con quella
della sua ricezione da parte del contribuente».

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