Cronaca

Poliziotti infedeli, messaggi anonimi per annunciare ritorsioni

Emergono particolari dall’inchiesta


In attesa degli interigatori
di garanzia che si terranno
nei prossimi giorni, emergono altri
particolari dall’inchiesta che ha fatto
finire ai domiciliari sei agenti della
Polstrada di Taranto che avrebbero
chiesto soldi ai camionisti per non
fare le multe.

Secondo l’accusa dopo
che gli indagati hanno scoperto di
di essere finiti nel mirino di loro
colleghi avrebbero inviato missive
anonime ad un investigatore. “Atti
di ritorsione nei confronti di coloro
che avevano individuato, all’interno
dell’ufficio di loro appartenenza,
quali responsabili, delle iniziative
giudiziarie intraprese in loro danno”
si legge nella ordinanza del gip.
Agli arresti domiciliari con l’accusa
di induzione indebita a dare o
promettere utilità sono finiti Savino
Dimastrochicco, 60 anni, residente
a Castellaneta; Pietro Galeandro, 57
anni residente a Pulsano; Giuseppe
Abatangelo, 47 anni residente a
Taranto; Antonio Pastore, 54 anni
residente a Palagiano; Angelo Nunzella, 46 anni residente a Taranto;
Alessandro Vozza, 53 anni residente
a Carosino.

All’alba di lunedì i loro
colleghi della Squadra Mobile e della
squadra di pg della stessa Polstrada
hanno notificato provvedimenti restrittivi
emessi dal gip, dott.ssa Paola
Incalza, su richiesta del procuratore aggiunto, dottor Maurizio Carbone.
Le indagini avviate dopo una telefonata
anonima al 113 che segnalava la
presenza, sulla 100, di un equipaggio
della Stradale che stava caricando nel
bagagliaio dell’auto di servizio casse
di pesce prelevate da un furgone che
trasportava prodotti ittici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche