19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca

Tp, il giallo delle assunzioni. L’azienda: “Non siamo noi”


TARANTO – L’allarme scatta sul web. Una lavoratrice di Teleperformance scrive alla nostra redazione: “insieme ai miei colleghi ho fatto una sconcertante scoperta. Non solo l’azienda vuole chiudere i battenti a Taranto, ma vuole aprire una nuova sede a Lecce con tanto di contratto a tempo indeterminato” e, a sostegno della tesi, si fa riferimento ad un annuncio pubblicato su un sito internet di annunci che così recita “Per nuova apertura a Lecce città, Teleperformance Italia srl assume con regolare contratto a tempo indeterminato…” Una vera bomba, visto che in ballo ci sono tremila posti di lavoro su Taranto. La notizia passa ai sindacati. Con l’Ugl che dichiara lo stato di agitazione e sospende le relazioni industriali.

“Con sconcerto e sorpresa, apprendiamo attraverso l’indirizzo web “http://lecce.bakeca.it/customer-service-call-center-telemarketing/teleperformance-a-lecce-d4fg44679642”, che Teleperformance Italia starebbe ricercando nuovo personale nel territorio leccese, a cui proporrebbe l’erogazione di contratti di subordinazione a tempo indeterminato” si legge nella lettera inviata seduta stante dalla segreteria provinciale all’azienda. “Quanto emerso, se confermato, risulta di estrema gravità, anche a fronte della già preannunciata apertura delle procedure di licenziamento collettivo. E’ inammissibile accettare una condizione nella quale da un lato si vuole licenziare una parte consistente di lavoratori tarantini e dall’altro si cerca personale da assumere nella provincia di Lecce. La notizia emersa in queste ore ha la necessità di una immediata smentita, se non veritiera, anche attraverso un doveroso chiarimento a mezzo stampa. Come Ugl Telecomunicazioni, infine, riteniamo imprescindibile la necessità di comprovare l’eventuale smentita con l’ausilio di una denuncia presso la Polizia Postale. In attesa di quanto richiesto, dichiariamo sospese le ordinarie relazioni industriali, dichiarando sin da subito lo stato di agitazione che si protrarrà fino al Vs doveroso chiarimento”. E la replica dell’azienda al sindacato non tarda ad arrivare. E la stessa Ugl a renderla nota. Ecco la risposta a firma del Direttore di Teleperformance dott. Gabriele Piva: “La società “Teleperformance Italia S.r.l.”, non ha alcuna attinenza e/o connessione con la “In & Out a socio unico S.p.a.”, presente sul territorio nazionale con il nome commerciale “Teleperformance Italia”. Trattasi pertanto di soggetto giuridico, qualora esistente, del tutto distinto e diverso dalla scrivente. Unitamente, abbiamo rilevato, tramite ricerche su Internet, l’esistenza di altre società con ragione sociale analoga a quella su indicata, con sede in diverse città d’Italia (Milano e Cagliari). Di conseguenza, abbiamo riportato queste segnalazioni alla Corporate, che intraprenderà le necessarie azioni legali a tutela del marchio che detiene in Italia (e negli altri paesi in cui sono presenti filiali del gruppo); segnaleremo inoltre tali circostanze ai lavoratori di Teleperformance, tramite comunicato aziendale”. Quindi non sono loro. Acque calmate? Si direbbe di no. Perchè l’Ugl vuole vederci chiaro e approfondire. “Per ora manteniamo lo stato di agitazione – fa sapere il segretario provinciale Marcello Fazio. L’azienda ci ha sempre contestato il fatto che i comunicati sindacali appaiono a loro avviso lesivi per l’azienda; a questo punto ci aspettiamo delle azioni forti da parte dell’azienda per difendere il marchio vista la confusione che si viene a creare sul mercato”. E sulla paventata chiusura della sede di Taranto: “il dubbio resta sul fatto che si possa decidere di spostarsi, anche se a 100 chilometri di distanza, un dubbio che deriva – spiega Fazio – dall’osservazione di ciò che accade sul mercato e delle dinamiche dei call center. Finché non avremo l’ufficialità degli esuberi e quindi della crisi resta il dubbio sulla reale intenzione dell’azienda di rimanere e investire su Taranto”.

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