Cronaca

Il crac dell’imperatore Luigi Fiorillo

È finita male l’epopea del tarantino alle Ferrovie Sud Est: 11 arresti


«L’azienda era l’amministratore
unico; a lui, quale organo
monocratico, tutto confluiva e a lui
spettava ogni decisione e valutazione,
in un rapporto biunivoco esclusivo
che a lui legava ogni dirigente
apicale.
Le interazioni orizzontali tra strutture
erano praticamente inesistenti
o comunque ridotte al minimo
indispensabile, apparentemente
sconsigliate.
Solo l’amministratore unico era in
grado di fare la sintesi dei processi
in atto in azienda».

È questa la fotografia scattata nel
marzo del 2016 dal commissario
Andrea Viero, chiamato dal ministro
Delrio a mettere ordine alle Ferrovie
Sud Est, l’azienda del Ministero
dei traporti al centro di un crac da
circa 230 milioni di euro. Un crac
che ha portato all’arresto di undici
persone. Una su tutte: il tarantino
Luigi Fiorillo che delle Sud Est era
quell’amministratore unico plenipotenziario
descritto nella relazione del
commissario.
La storia di Fiorillo alla Sud Est è
lunga 23 anni. Iniziata nel gennaio
del 1993, quando fu chiamato a
ricoprire il ruolo di organo amministrativo,
e proseguita nel 2001 con
la nomina ad amministratore unico.

Dal 2001 al 2015, Fiorillo è stato
ininterrottamente alla guida delle
Ferrovie Sud Est. E sarebbe stato
proprio in questi quattordici anni, sia
secondo la relazione del commissario
Viero, sia secondo gli atti della
Procura della Repubblica di Bari,
che le spese di Fse sarebbero andate
completamente fuori controllo. A
cominciare dalle retribuzioni dello
stesso Fiorillo. Dalla ricostruzione
parziale fatta dal commissario Viero
risulta che Fiorillo abbia intascato a
vario titolo, dal 2004 al 2015, qualcosa
come 13 milioni e 750 mila
euro.

Decisamente niente male per
l’amministratore di un’azienda che
man mano naufragava nei debiti e
offriva un pessimo servizio ai suoi
utenti, cioè quei pendolari che per
anni hanno sofferto i disservizi di
Fse.
Il parco macchine era in condizioni
deprimenti: dei 27 treni automotori
Pesa Atr 220, nel 2016 appena otto
erano in totale efficienza; delle 25
carrozze Gredelj ex Db solo tre erano
in circolazione. E dei tre automotori
Stadler, due non sono mai entrati in
funzione mentre uno è tornato a… riposo
dopo aver marciato per appena
una manciata di chilometri.
Tuttavia, mentre i pendolari pugliesi
pativano ritardi e inefficienze, Fiorillo
non badava a spese. Non certo per
il bene dell’azienda, stando a quanto
si apprende dagli atti di accusa.

Tra le spese più sfiziose, la bottiglia
di vino pagata 2.600 euro all’enoteca
Caporanica di Roma. Perché Roma?
Perché pur essendo Bari la sede di
Fse, Fiorillo dimorava abitualmente
nella Capitale, dove «frequentava
lussuosi ristoranti e sale da the,
ponendo le relative spese a carico della società».

E per gli spostamenti
si serviva di autista con rimborsi da
14mila euro al mese, «pur essendo la
società dotata di un proprio autista».
«Le attività amministrative – è scritto
nell’ordinanza che ha portato al suo
arresto – venivano svolte da Fiorillo
presso lo studio Schiano». E chi è costui?
Angelo Schiano è l’avvocato che
insieme al suo collega Pino Laurenzi
ha fatto parte, tra il 2013 e il 2015,
dell’organismo di vigilanza delle Ferrovie
Sud Est. Coloro, insomma, che
avrebbero dovuto controllare e che,
sorprendentemente, erano destinatari
di importanti incarichi di consulenza
e assistenza legale. Una commistione
di ruoli che dapprima non ha convinto
il commissario Viero e poi gli
stessi magistrati che si sono occupati
di quello che è stato definito «un
sistema consolidato di dissipazione
delle risorse della società».

Schiano – considerato l’amministratore
occulto di Fse – è finito agli arresti,
Laurenzi risulta tra gli indagati.
Una storia a sé è quella del servizio
di inventario e di archiviazione. Due
milioni di euro liquidati a Rita Giannuzzi,
a suo marito Franco Cezza e
al loro figlio Gianluigi Cezza. Tutti
servizi in affidamento diretto e una
intera famiglia finita ai domiciliari.
E poi, tra le altre, c’è la storia del
gasolio pagato ad un prezzo del 40%
superiore al prezzo di mercato. Un
danno patrimoniale che i magistrati
hanno stimato in 14 milioni di euro.
Per questa vicenda è finito agli arresti
anche l’ex assessore regionale ai trasporti
Fabrizio Camilli, imprenditore
del settore petrolifero.
L’epopea di Luigi Fiorillo alle Ferrovie
Sud Est è arrivata così al capolinea.
Lui con le Sud Est ha viaggiato
alla grande, mentre i treni andavano
lenti e lento, troppo lento, è trascorso
il tempo prima che ci si accorgesse
di cotanto sfascio.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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