Cronaca

Arriva l’uomo che parla ai delfini

Studierà le colonie del Golfo


TARANTO – In una piazza di Tokyo c’è un americano, Richard O’Barry, con appeso al collo un monitor che mostra immagini cruente della mattanza di delfini che ogni anno avviene, in gran segreto, nella baia di Taiji, in un parco nazionale giapponese: all’inizio la gente passa indifferente, poi comincia a formarsi un capannello di persone che guardano inorridite e commentano incredule: allora c’è speranza.
È la scena finale di “The Cove”, il documentario che, per la prima volta in assoluto, grazie a cinque anni di riprese occulte ha svelato al mondo l’orrore della cattura in Giappone di numerosi delfini da avviare ai delfinari e, soprattutto, da uccidere per le tavole dei giapponesi, un film che nel 2010 ha vinto l’Oscar per il miglior documentario.
Richard O’Barry, l’apostolo mondiale del diritto dei delfini e di tutti gli animali marini a vivere in libertà nel loro elemento naturale, sarà per una settimana in Puglia ospite della Jonian Dolphin Conservation, l’associazione scientifica che dal 2009 studia e tutela la cetofauna nel Golfo di Taranto.
È l’inizio di una collaborazione che prevede in futuro nuove iniziative tese allo studio e alla tutela dei cetacei e, inoltre, allo sviluppo di attività di “citizen science”, come ha spiegato stamattina, nel corso di una conferenza stampa, il presidente Jdc Carmelo Fanizza: «negli ultimi anni sono sempre più frequenti le attenzioni verso la nostre attività da parte della stampa estera, nonché di cetologi, studiosi ed ambientalisti di tutto il mondo che guardano con interesse e curiosità al “fenomeno Taranto”: la storica baia, culla della Magna Grecia, oggi anche culla dei cetacei».
«In questo contesto – ha poi detto Carmelo Fanizza – si inserisce la visita a Taranto di Richard O’Barry, il simbolo indiscusso della protezione e tutela dei delfini a livello mondiale; oltre ad essere protagonista di eventi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei decision maker, organizzati a Taranto e Bari, O’Barry parteciperà attivamente a quattro uscite in mare volte alla raccolta di informazioni sui cetacei del Golfo di Taranto».
Al suo arrivo a Taranto (previsto per domani, martedì 17 ottobre) Richard O’Barry incontrerà lo staff della Jonian Dolphin Conservation, mentre nella mattinata seguente, dopo aver visitato il Centro Ketos presso Palazzo Amati, prenderà visione dei due catamarani da ricerca scientifica della Jdc (“Taras” ed “Extraordinaria) con cui effettuerà una prima uscita in mare per conoscere il waterfront e la morfologia dei bacini della città e delle Isole Cheradi. Alle ore 17 di mercoledì 18 ottobre si terrà, presso il Teatro Orfeo, la manifestazione “Richard O’Barry incontra la città” con la proiezione dell’edizione italiana del documentario “The Cove”, iniziativa alla quale hanno già aderito alcuni Istituti scolastici del territorio: Aristosseno, Ferraris, Pitagora e Archimede; il costo del biglietto è di 3 euro, con prevendita presso il botteghino del Teatro Orfeo o la Libreria Ubik in via Di Palma a Taranto: il ricavato della serata, coperti i costi vivi nell’iniziativa, saranno interamente devoluti al “Dolphin Project” di Richard O’Barry. A seguire (ore 18.30) sempre nel Teatro Orfeo ci sarà la tavola rotonda-dibattito su “Golfo di Taranto e santuario dei cetacei”: moderati dalla giornalista Nicla Pastore, interverranno Richard O’Barry, l’Ammiraglio Edoardo Serra, comandante del Comando Marittimo Sud della Marina Militare, Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto, Sergio Prete, presidente dell’Autorità di sistema portuale di Taranto, l’ingegner Barbara Loconsole, dirigente Sezione Tutela e Valorizzazione del Paesaggio della Regione Puglia, Giuseppe Corriero, direttore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, Carmelo Fanizza, presidente Jonian Dolphin Conservation, il rappresentante della Capitaneria di Porto di Taranto e Nicolò Carmineo docente Uniba e Wwf Puglia.Nelle quattro giornate seguenti Richard O’Barry prenderà parte a “uscite in mare” sui catamarani della Jdc per studiare le colonie stanziali delfini, monitorate da un decennio circa dalla Jdc, e la presenza di altri cetacei: come documentato dalla Jdc, infatti, il Golfo di Taranto è una “feeding ground” in cui, avendovi trovato condizioni di vita ideali, si sono stabiliti perm

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