04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 16:57:00

Cronaca

​La nomina che spacca il Consiglio​ comunale

L’opposizione attacca l’assessore


«Se c’è stata una falsa
dichiarazione, il prof. Fazioli ha minato
il rapporto fiduciario con l’Amministrazione
Comunale».

I consiglieri comunali di Taranto
Marco Nilo, Stefania Baldassari, Tony
Cannone, Cosimo Ciraci e Giampaolo
Vietri rispondono così all’assessore
comunale alle Partecipate, Massimiliano
Motolese. «Sulle dichiarazioni
dell’assessore relativamente al caso
della nomina del presidente Amat –
osservano – occorre fare chiarezza:
non condividiamo nulla di quanto ha
dichiarato. La falsa dichiarazione è un
fatto oggettivo, in virtù del principio
di autoresponsabilità del dichiarante.
La regola generale precisata dalla
giurisprudenza è che il dichiarante
non possa assumere comportamenti
maliziosi reticenti o negligenti».

Non
solo. «Il Consiglio di Stato – ribadiscono
– ha ripetutamente riconosciuto che
una dichiarazione manifestatamente
falsa configura di per sè una causa autonoma
di esclusione dalle procedure
ad evidenza pubblica, con conseguente
carattere e doverosità della sanzione
dell’espulsione comminata dalla Pubblica
Amministrazione».
I consiglieri precisano: «Nella dichiarazione
che doveva essere resa per
la partecipazione all’avviso pubblico
“per la nomina componenti organi
di amministrazione delle società
partecipate Amiu spa e Amat spa” il
concorrente aveva l’onere di dichiarare
sotto la propria responsabilità ”di non
aver riportato condanne penali e di
non essere a conoscenza di essere stato
sottoposto a procedimenti penali (in
caso affermativo, devono essere indicati).
Nella nomina di Roberto Fazioli
(nella foto), invece, appare chiaro che
la dichiarazione resa non corrisponderebbe
alla verità dei fatti».

«Prendiamo
atto – proseguono – che l’assessore si è
sostituito a un Tribunale ed è pervenuto
a dichiarare la insussistenza del dolo.
Peccato che in questa vicenda parlare
di dolo non è di rilevante interesse né
tantomeno si sta mettendo in discussione
la competenza o l’esperienza
del prof. Fazioli».

I consiglieri, quindi,
chiedono ai vertici di Palazzo di Città
di assumere una posizione chiara sulla
vicenda. «Vogliamo sapere – concludono
– se il sindaco Melucci ritenga
che persista l’elemento fiduciario nei
confronti del prof. Fazioli, nonostante
sia stata accertata la presenza di una
autocertificazione ex dpr 445/2000
non rispondente alla realtà delle cose.
Attendiamo fiduciosi, ricordando che
qualsiasi decisione presa costituirà un
precedente».
Sull’argomento si registra la presa di
posizione del Gruppo Indipendente
per Taranto.

«Leggiamo basiti un comunicato
dell’assessore comunale alle
Partecipate, Massimiliano Motolese, in
cui lo stesso afferma che “non c’è stata
alcuna illegittimità amministrativa nella
scelta del professor Roberto Fazioli
come presidente del cda di Amat”».
La vicenda è nata, come è noto, da una
interrogazione presentata nell’ultimo
Consiglio comunale dal consigliere
comunale Cataldo Fuggetti di “Gruppo
Indipendente per Taranto”, che aveva
segnalato presunte irregolarità che
sarebbero avvenute nell’iter che ha
portato alla nomina di Roberto Fazioli
a presidente dell’Amat, anomalie
emerse dopo che lo stesso Fuggetti
aveva chiesto e ottenuto l’accesso agli
atti amministrativi. «Come l’assessore
Motolese dovrebbe ben sapere – spiegano
dal Gruppo Indipendente per
Taranto – rispetto ai tre processi penali
in corso Fazioli può essere tranquillamente
nominato presidente dell’Amat,
in quanto il nostro sistema giuridico
prevede la presunzione di innocenza
fino a condanna definitiva, fermo restando
che la natura dei reati contestati
al Fazioli, tra i quali bancarotta rispetto
a società pubblica, consiglierebbe
comunque una maggiore prudenza al
sindaco e allo stesso Motolese.

Infatti
il problema contestato da Cataldo
Fuggetti non è l’eleggibilità del Fazioli,
quanto la sua dichiarazione mendace
contenuta negli atti amministrativi del
Comune di Taranto, una grave omissione
che, con estrema superficialità,
l’assessore Motolese descrive nel suo
comunicato come “un mero errore del
Dottor Fazioli”. D’altronde, come non
dare ragione a Massimiliano Motolese:
a chiunque può capitare, compilando
un curriculum ex lege, di non ricordarsi
di essere sottoposto a tre processi penali…».
Dunque, l’appello all’assessore
Motolese «è in Consiglio comunale
che lei deve rispondere, non con un
comunicato stampa, come peraltro
prevede il regolamento comunale, o
per iscritto o in una seduta consiliare
Question Time, proprio quello che Cataldo
Fuggetti ha chiesto.

Ma l’interrogazione
di Cataldo Fuggetti pare aver
creato imbarazzo non solo all’assessore
Motolese, ma anche al presidente del
Consiglio comunale Lucio Lonoce.
Ieri, infatti, c’è stata una riunione dei
capigruppo nella quale è stato deciso
di convocare la seduta consiliare del
Question Time per il 20 febbraio, venti
giorni dopo la seduta in cui Cataldo
Fuggetti ha depositato l’interrogazione
urgente: sono tanti venti giorni, ma è
in corso la campagna elettorale, e i
Tarantini dovranno aspettare».

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