25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 11:57:00

Cronaca

​Nomine al porto, «Comitato illegittimo»​

La richiesta dopo la pubblicazione del “Correttivo Porti”


«La modifica dell’ordi
namento dei porti determina il cambiamento dell’organismo di governo e
di gestione della Autorità di Sistema
Portuale dello Ionio».

Ne è certo Carmelo Sasso, segretario
generale Uiltrasporti Taranto (rappresentante
dei lavoratori operanti in
porto in seno), dopo la pubblicazione
in Gazzetta Ufficiale (serie generale
n. 33 del 9 febbraio 2018 il D.lgs 13
dicembre 2017 n. 232) del cosiddetto
“Correttivo Porti”.
Notizia questa di rilevante importanza,
poiché all’interno dello stesso
sono contenute tutta una serie di modifiche
alla normativa che regola la
vita all’interno di un settore da sempre
trainante per l’intera economia
nazionale e che anche grazie a questo
complesso di norme ha saputo “tenere”
anche alla crisi internazionale.

Una norma di “armonizzazione” di
quella antecedente, (la Legge 28 gennaio
94 N. 84 cosi come modificata
dal d.lgs. 4 Agosto 2016 n. 169) che
si è occupata di “riorganizzazione,
razionalizzazione e semplificazione
della disciplina concernente le Autorità
Portuali” di cui appunto alla
su citata L. 84/94”. In buona sostanza
– spiega il segretario della Uiltrasporti
– la norma che ha trasformato
la Autorità portuale di Taranto nella
Autorità di Sistema Portuale del Mar
Ionio, una volta sfumata l’idea di
avere a giusta ragione Taranto come
sede di una unica AdSP regionale in
Puglia.

Questo a causa dell’ostracismo
della Città Metropolitana di Bari
che proprio non ci stava a non fare
incetta dell’ennesima occasione di
sviluppo per il nostro territorio, come
avvenuto nuovamente in occasione
dell’istituzione della ZES di Puglia
a Taranto, poi diventate “le ZES di
Puglia” costringendo Taranto ad accordarsi
e raccordarsi con Matera per
non vedere vanificata tale possibilità
inseguita fin dal lontano 2012.

All’interno del “Correttivo Porti”, insieme
a tante modifiche e specificazioni ve
ne è una che statuisce però (se ve ne
fosse stato formale bisogno) l’illegittimità
del Comitato di Gestione della
Autorità di Sistema Portuale del
Mar Ionio, che andrebbe da tempo
modificato nella sua composizione.
Questo poiché il componente designato
dalla Regione Puglia è gravato
di incompatibilità essendo membro
della Giunta comunale di Taranto (il
riferimento è ad Aurelio Di Paola,
assessore comunale ai Lavori Pubblici,
ndr).

Al Governatore di Puglia
che sappiamo impegnato in ben altre
questioni – evidenza Carmelo Sasso
– chiediamo quindi nell’immediato e
vista la ormai avvenuta pubblicazione
della norma (i cui contenuti erano
però conosciuti da mesi) di correggere
tale nomina e rendere nuovamente
legittimo il Comitato di Gestione della
AdSP dello Jonio nominando un
nuovo rappresentante da sommare a
quello già espresso dal sindaco di Taranto
(di qui la naturale incompatibilità
sopra descritta) ed al Comandante
della Capitaneria di Porto di Taranto
(per materie di particolare rilevanza
per l’Autorità Marittima) oltre naturalmente
al presidente Sergio Prete.

Tale richiesta che non vuole in nessun
modo mettere ulteriormente sotto
pressione il Governatore viste anche
le sue ultime dichiarazioni in tema di
“mobbing sindacale”, si rende però
urgente stante la prossima scadenza
della pubblicazione delle Richieste di
concessioni demaniali/marittime per
il molo Polisettoriale fissate per il 7
marzo. Successivamente a tale data il
Comitato di Gestione sarà chiamato a
valutare e deliberare delle concessioni
già richieste da due operatori al quale
ci risulta nelle ultime ore se ne sia
aggiunto un terzo, per l’affidamento
della quasi totalità delle aree già messe
a bando.

Poiché da tale affidamento
dipende il futuro del nostro Porto e
di centinaia di famiglie dei lavoratori
ex Tct che attendono all’interno della
Taranto Port Workers Agency una ricollocazione
e per i quali le organizzazioni
sindacali ed il Governo hanno
realizzato una inedita ed innovativa
rete di protezione sociale attraverso
l’art.4 della L. 18/2017 che istituisce
l’Agenzia sopra menzionata (la quale
attende ancora gli stanziamenti di
Regione Puglia per la formazione dei
lavoratori), gradiremmo, anzi quasi
quasi pretenderemmo che tale scelta
venga compiuta da un Comitato di
Gestione legittimo e rispondente alle
leggi vigenti».

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