20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 09:30:53

Cronaca

“Non vogliamo essere chiamati a responsabilità che non sono nostre”


TARANTO – “Non vogliamo essere chiamati a responsabilità, del recente passato, che non sono nostre”. Le dichiarazioni dell’onorevole Augusto Di Stanislao, braccio destro di Di Pietro, non lasciano spazio a dubbi di sorta. Il corteggiamento all’Idv, avviato nei giorni scorsi da Florido, non è andato a buon fine. Il presidente della Provincia, dopo le dimissioni dell’assessore all’Ambiente Michele Conserva, aveva espresso la volontà di reintegrare i dipietristi, estromessi dalla Giunta un anno e mezzo fa, con il probabile intento di assegnare a loro la delega all’Ambiente. “Sarei molto felice di riaprire all’Italia dei Valori” aveva ammesso Florido. Dichiarazione d’intenti seguita da una chiamata con il consigliere provinciale dell’Idv Giovanni Brigante che ha rimesso ogni decisione nelle mani dei vertici del partito.

Oggi, a spiegare com’è andata, è il commissario regionale dell’Italia dei Valori Augusto Di Stanislao. “Decidiamo noi se andare o meno in Giunta. Una decisione che non è possibile assumere sulla base dei “desiderata” di chi in questo momento si trova in difficoltà politiche. Non ci interessa una nuova composizione della Giunta – assicura l’esponente dipietrista. Se altri partiti della maggioranza intendono entrare nell’esecutivo lo facessero pure. Noi non siamo interessati a metterci una medaglietta sul petto”. Ma Di Stanislao rivela anche parte di un colloquio intercorso con Gianni Florido: “Ho detto al presidente che siamo disponibili ad avviare un confronto serio ma lui aveva urgenza. Gli ho detto che le urgenze non si risolvono con il nostro ingresso. Non possiamo entrare in Giunta a nobilitare l’azione politica della Provincia – ha ribadito il commissario regionale Idv – in special modo in questo momento di criticità relativo ai tanti problemi derivanti dal “caso Ilva”. Non vogliamo essere chiamati a responsabilità, del recente passato, che non sono nostre”.

F.M.

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