Cronaca

Caccia agli evasori, a Taranto partono 40mila avvisi

Nel mirino dell’ufficio Tributi la tassa sui rifiuti e quella sulla casa


«Da una analisi approfondita
dei dati, i contribuenti non
in regola con i versamenti risultano
essere 40.000».

I tecnici dell’ufficio Tributi di Palazzo
di Città, negli ultimi mesi, hanno
spulciato ognuna delle singole voci
che vanno a comporre le “entrate
comunali” scovando una miriade di
presunti evasori. Sotto la lente d’ingrandimento
la temutissima tassa sui
rifiuti e quella sulla casa.
Tares, Tari, Tarsu, Ici e Imu. Passano
gli anni, cambiano gli acronimi ma
la sostanza resta immutata: migliaia
di tarantini continuano a non pagare
le tasse.

Ecco perché il Comune ha
deciso di correre ai ripari inviando
circa 40mila avvisi di accertamento.
L’obiettivo dichiarato è quello
di evitare la prescrizione e, quindi,
un “danno grave e certo all’Ente”.
Qualche giorno fa il defi nitivo via libera
per procedere alla notifi ca degli
avvisi di pagamento per il recupero
del credito vantato entro il prossimo
31 dicembre.
Ed eccoli qui, i numeri riguardanti i
contribuenti tarantini “non in regola”
con i versamenti: 7.085 ingiunzioni
Ici 2009-2011; 15.579 accertamenti
Imu 2012; 787 ingiunzioni per tassa
sui rifi uti solidi urbani 2009-2014;
1.400 accertamenti Tarsu, Tares,
Tari; 15.549 accertamenti su solleciti
rifi uti solidi urbani.

Già assegnato l’appalto, per l’elaborazione
degli avvisi di accertamento,
alla società DDManagement di Bari
per una cifra che sfi ora i 38mila euro.
A Poste Italiane, invece, il compito
di stampare, imbustare ed inviare i
40mila avvisi di accertamento. Un
servizio che alle casse comunali
costerà oltre 270mila euro.

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