16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca

Mense negli ospedali: «Pronti a scioperare»

Nei giorni scorsi l'incontro degli operatori: «In assenza di risposte proclameremo lo stato di agitazione»


«In assenza di risposte concrete proclameremo lo stato di agitazione, non escludendo eventuali giornate di sciopero».
I lavoratori delle mense ospedaliere dell’Asl di Taranto sono pronti alla mobilitazione.
Ieri, dopo aver appreso i contenuti del “documento della consultazione preliminare di mercato” pubblicato da Innova Puglia spa (società incaricata dalla Regione Puglia per organizzare l’appalto unico per le cucine ospedaliere), hanno tenuto un incontro durante il quale hanno espresso malcontento per le scelte che l’Ente regionale si appresta a compiere.
Tra i motivi del dissenso: «contraddizione per gli impegni assunti dagli esponenti politici e tecnici, che avevano escluso la chiusura delle cucine interne ospedaliere a favore dei centri cottura unici con introduzione del “cook & chill”».
Nel mirino del lavoratori anche «la facoltà lasciata ai concorrenti di scegliere se utilizzare i centri cottura “agibili” e la tipologia di cottura (fresco-caldo o convenzionale, cook & chill o refrigerato e cook & freeze o surgelato).
In particolare con riferimento all’Asl di Taranto – spiegano i lavoratori in una nota – appaiono incomprensibili le ragioni per cui ben tre centri cottura interni (Grottaglie, Martina Franca e Taranto) vengano dichiarati inagibili, nonostante siano tutt’ora in uso e siano stati, addirittura, ristrutturati solo pochi anni fa con interventi di adeguamento e messa a norma, che hanno richiesto un importante intervento economico. Puntare su centri cottura esterni vorrebbe dire penalizzare i lavoratori e peggiorare la qualità del servizio a danno degli utenti delle strutture ospedaliere. Trattandosi di gara regionale il problema non è limitato solo alla provincia di Taranto ma è un problema regionale che coinvolge circa 2.500 famiglie, che rischiano il posto di lavoro o la riduzione degli orari, pur lavorando da circa trent’anni, vengono ancora considerati merce di scambio ad ogni scadenza di appalto».
Ad indispettire ulteriormente gli operatori delle mense ospedaliere «la mancata convocazione dei sindacati come da accordi intercorsi durante l’incontro dello scorso 16 maggio». Secondo i lavoratori, invece «la strada da intraprendere è quella che porta all’internalizzazione del personale della ristorazione, che assicurerebbe un servizio migliore agli utenti, garanzie occupazionali e risparmi per le casse pubbliche, come già si è verificato con gli altri servizi». Quindi, l’appello indirizzato ad istituzioni, politici, sindacati ed associazioni che tutelano i diritti dei malati. «In assenza di risposte concrete – concludono i lavoratori delle mense ospedaliere dell’Asl di Taranto – proclameremo lo stato di agitazione, non escludendo eventuali giornate di sciopero».

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