20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Settembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca

Tempa Rossa, pronto il piano B di Total

Saranno utilizzzati i 26 serbatoi esistenti. La pratica è al Mise


Ancora qualche mese
e il progetto Tempa Rossa sarà
pronto per sprigionare il suo carico
produttivo, che a regime sarà di
50mila barili di petrolio al giorno.

Total, Shell e Mitsui non si sono
lasciate intrappolare dal blocco, a
Taranto, dei lavori di adeguamento
del pontile Eni e per la costruzione
dei due serbatoi che dovrebbero
accogliere il greggio proveniente
da Corleto Perticara.
La Total ha infatti pronto il piano
B e per questo ha già presentato al
Ministero dello Sviluppo Economico
istanza di adeguamento del programma
di lavoro. Che prevede una
sostanziale novità: la raffinazione
del greggio direttamente all’Eni di
Taranto utilizzando i 26 serbatoi
di stoccaggio già esistenti.

Per trasportare
il greggio alla raffineria
verrebbe utilizzato l’oleodotto già
utilizzato per il trasporto nella
raffineria di Taranto del petrolio
della Val d’Agri.
Un escamotage, quello che starebbe
per attuare Total, che servirà a
non paralizzare la produzione, dal
momento che gli impianti lucani
in Basilicata stanno per essere
completati. Con questo nuovo assetto,
ora all’esame del Mise, la
produzione potrebbe partire subito
con 20-30 mila barili al giorno
per arrivare, entro la fine del 2018,
ai previsti 50 mila barili. Questa
nuova organizzazione avrebbe un
innegabile vantaggio per Total ed
Eni: non necessiterebbe di lavori
aggiuntivi, per cui si utilizzerebbero
gli impianti esistenti – come
appunto gli attuali serbatoi – senza
attendere l’eventuale sblocco per i
lavori al pontile e per i due nuovi
serbatoi.

Da quel che si apprende, i due
prodotti, quello della Val d’Agri e
quello di Tempa Rossa, viaggerebbero
a giorni alterni, trattandosi di greggi di diversa qualità.
Il problema è, come TarantoBuonasera
ha già messo in luce in un
intervento di Ercole Incalza del
30 ottobre, che da questa partita
gli enti locali sono rimasti tagliati
fuori. Il processo istruttorio è tutto
nelle mani del Ministero dello Sviluppo.
Regione e Comune restano
spettatori, a dimostrazione del fatto che le levate di scudi spesso
si rivelano solo sterili protagonismi
mediatici. Per quanto riguarda lo
stop al progetto del pontile e dei
due serbatoi, il procedimento è ora
passato direttamente alla Presidenza
del Consiglio dei Ministri. Dopo
le attività istruttorie sarà proprio il
Consiglio dei Ministri ad assumere
le determinazioni finali.

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