29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 22:09:00

Cronaca

La “linea verde” del Pd che sposa l’ambiente e urla contro Ilva ed Eni


TARANTO – Il Partito democratico procede sul “solco verde”, tracciato un paio di settimane fa, e presenta un ordine del giorno contro il progetto Tempa Rossa. Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione dell’ordine del giorno, stilato dal gruppo consiliare del Pd, in relazione al progetto dell’Eni. Presenti, l’assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo, il segretario cittadino del Pd Sergio Scarcia, il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Gianni Azzaro ed il consigliere Lucio Lonoce. Non solo Ilva, dunque. La “linea verde”, battezzata dai democratici tarantini con i manifesti 6X3 sparsi per la città (“Ogni sforzo per tenere insieme Salute e Lavoro ma la Vita dei tarantini prima di tutto”) questa volta prende di mira il progetto Tempa Rossa.

Secondo il Pd bisogna intervenire subito “al fine di prevenire ulteriori ed insostenibili rischi di inquinamento che si andrebbero ad innestare su una situazione ambientale, quella attuale, già fortemente complessa”. Sono in molti a pensare che la “linea” del Pd tenderebbe ad acquisire consensi e quindi a raccogliere voti, in vista delle prossime scadenze elettorali, tra gli “ambientalisti”. “Dalla lettura degli atti relativi alla realizzazione dell’impianto Eni di stoccaggio e movimentazione del greggio denominato “Tempa Rossa” – si legge nell’odg del gruppo consiliare del Pd – emergono elementi che suscitano preoccupazione sociale in merito alle ulteriori sostanze diffuse (10 tonnellate all’anno) derivanti dalla posa di nuovi serbatoi”. Ma i democratici prendono anche in considerazione il “parere favorevole” dato nell’agosto del 2011 dal Comune di Taranto “alla realizzazione degli impianti di stoccaggio e movimentazione del greggio” quasi come se, a governare, in quella Amministrazione, non ci fosse stato anche il Partito democratico. “Da recenti notizie di stampa appare di dubbia applicazione la Direttiva Seveso per gli impianti a rischio di incidente rilevante e che, a fronte di un rilevante incremento di greggio stoccato nei nuovi serbatoi – continua il documento – ci sarà il conseguente aumento della presenza nella rada del Golfo di Taranto di super petroliere il cui numero aumenterebbe dalle attuali 43 unità/anno a 133”. Secondo il Pd vanno anche considerati “gli sforzi che si stanno compiendo a tutti i livelli istituzionali per il risanamento ambientale del nostro territorio, a difesa della salute dei cittadini e per uno sviluppo sostenibile”. Anche per questo, il gruppo consiliare, ritiene doveroso “che si proceda alla modifica del parere rilasciato dalla direzione Ambiente Salute e Qualità della Vita del Comune di Taranto da favorevole a sfavorevole”. Il Partito democratico impegna il sindaco Ippazio Stefàno a “richiedere l’immediata riapertura della procedura Aia rilasciata all’Eni per il progetto”. Dopo l’eventuale approvazione del consiglio comunale l’ordine del giorno sarà inviato al “Governo Nazionale, al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia, all’Amministrazione provinciale di Taranto e, in estensione, all’Arpa Puglia”. Ma a questo punto verrebbe da chiedersi: dove era il Pd tarantino quando l’Amministrazione comunale, di cui faceva parte, “nell’agosto del 2011” esprimeva “parere favorevole” all’impianto dell’Eni?

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