03 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 03 Dicembre 2020 alle 06:55:48

Cronaca

Città Vecchia, i professionisti bacchettano il Comune

Taranto Opera Prima scrive a sindaco e assessori


La messa in sicurezza
e l’infrastrutturazione essenziale, la
governance sul processo che da qui
ai prossimi anni riguarderà il futuro
della città vecchia e la strumentazione
finanziaria.

Sono questi i cardini
del documento che ieri le 17
sigle aderenti al tavolo Taranto Opera
Prima hanno inviato all’attenzione del
sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci,
all’assessore ai Lavori pubblici Aurelio
Di Paola ed all’assessore all’Urbanistica
Segio Scarcia, dopo che nei giorni
era stato dato l’annuncio della chiusura
dell’iter di valutazione delle proposte
sulla riqualificazione urbana dell’isola
a valle del concorso di idee tenuto da
Invitalia.

«Si tratta della base essenziale di valutazione
e progettazione per qualsiasi
proposta – spiegano i referenti di Ance
Taranto, Assonautica, Casartigiani,
Claai, Cna, Collegio dei Geometri e
Geometri Laureati, Collegio dei Periti
Industriali e dei Periti Industriali Laureati,
Confagricoltura, Confartigianato
Imprese, Confcommercio, Confcooperative,
Confesercenti, Confindustria,
Ordine degli Architetti Pianificatori,
Paesaggisti e Conservatori, Ordine
degli Ingegneri, Unsic e Upalap – e
l’unica traccia su cui intendiamo impegnarci
in assenza di un vero lavoro
di confronto attorno a questi temi che
meritavano una maggiore condivisione
e partecipazione del tessuto economico
e professionale tarantino».

Taranto Opera Prima parte dunque
dall’analisi dell’attuale situazione e
prova a dettare i criteri generali per
la valutazione della proposta che
approderà al Cipe. L’intento è quello
di rispondere all’appello lanciato dal
Comune ma anche quello, come nella
mission di Top, di offrire su questa
opportunità e i suoi elementi strategici
e operativi, un punto di vista autonomo
e radicalizzato sul territorio.
«Siamo quelli che vivono la città e
le sue problematiche da vicino per
questo sin da ora ci candidiamo ad
avere ruolo nella governance di questo
processo, riportando finalmente a
Taranto la regia dello sviluppo che ci
appartiene» scrivono associazioni e
ordini professionali.

I punti salienti del
documento puntano sulla «redazione
di un progetto complessivo strategico
di rilancio della città, partendo da una
strategia di lungo periodo che fissi con
decisione, le cose da fare, attribuisca
ruoli e responsabilità, identifichi i
soggetti e gli strumenti».
Top chiede inoltre di conoscere con
precisione la fattibilità e i modelli
finanziari (pubblici, privati, misti)
e le possibilità offerte dal Piano, in
considerazione di risorse non inesauribili,
per innescare altri processi di
finanziamento.
Dunque non solo opere pubbliche ma
anche una rete di attori ed una comunità
attiva capace di amplificare gli
effetti di questo processo.
In ultimo il documento di Taranto
Opera Prima torna sulla fotografia
attuale dei luoghi e specifica che
«nessuna strategia di rigenerazione
può prescindere dalla preliminare rimozione
delle situazioni di emergenza
e degrado».

Fin qui la proposta, ma per
le 17 sigle associative e professionali,
anche in vista della costituzione di
un governo territoriale sui processi
di riqualificazione della città vecchia
e dell’intero territorio comunale, auspicano
che il metodo del confronto
e della collaborazione – quello dalle
stesse fatto proprio con la volontà di
aggregare il proprio impegno e di
parlare con un sola voce superando
nell’interesse comune la diversità dei
rispettivi sistemi di rappresentanza
– possa divenire patrimonio comune
di tutti ed elemento imprescindibile
dell’azione pubblica dell’Amministrazione.
«Il passaggio amministrativo
in Comune, chiamato a fare sintesi
delle proposte vincitrici ed esprimere
il suo assenso al piano di interventi da
candidare al Cipe per il finanziamento
– si legge nella nota trasmessa da Top
all’amministrazione Melucci – poteva
meglio essere svolto, andando al di
là di un mero adempimento politico
amministrativo ed aprendosi con
maggiore chiarezza e ricchezza di
contenuti alla città.

La compressione
degli spazi di partecipazione si è poi
accompagnata all’impossibilità di
analisi ed approfondimento, essendo
venuta a mancare una più compiuta e
dettagliata informativa sulle proposte
vincitrici – scrivono ancora le sigle di
Top – La documentazione osservabile,
on line sulle pagine dedicate di Open
Taranto e dal vivo per alcuni giorni al
Castello Aragonese (solo alcune tavole
ed un abstract per ciascuna proposta),
non poteva di certo bastare per una
piena comprensione di visioni, strategie,
modelli di gestione ed interventi
delle diverse proposte. Con il piano, ad
ogni modo, si aprono scenari decisivi
nel quali sarà fondamentale costruire,
tutti insieme, una rete locale di attori ed
una comunità attiva in grado di dare le
giuste gambe per affrontare, nel segno
della partecipazione e della concertazione
delle azioni, un cammino lungo
e complesso, ma decisivo per il futuro
di Taranto».

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