Cronaca

Con giacca, cravatta e… droga. Preso insospettabile impiegato


TARANTO – Distinto, vestito con giacca e cravatta, ma con la droga in auto. Un insospettabile impiegato, il quarantatreenne tarantino Angelo Riezzo nel pomeriggio di ieri è finito nella trappola tesa dai poliziotti della Squadra Mobile. Gli agenti in borghese della questura, diretti dal dottor Roberto Giuseppe Pititto, hanno fermato il 43enne incensurato, che lavora per una ditta edile, durante un mirato servizio antidroga scattato alla periferia del capoluogo jonico. L’uomo era praticamente atteso al varco mentre percorreva a bordo di una Mercedes classe A, la statale 7, in direzione di Brindisi. L’equipagggio dell’auto “civetta” della polizia ha “agganciato” la Mercedes di Riezzo ed ha intimato al conducente di fermare la corsa.

Gli agenti hanno fatto scendere l’uomo dall’abitacolo ed hanno eseguito una accurata perquisizione nella macchina. Hanno rinvenuto ben nascosto, all’interno della scatola del cambio, un involucro di cellophane sigillato da nastro adesivo, contenente circa 50 grammi di eroina. La droga era ancora in pietra e quindi da tagliare. Con quella sostanza stupefacente avrebbe potuto confezionare decine di dosi da smerciare. Durante l’operazione i poliziotti hanno sequestrato anche mille euro, in banconote di grosso taglio, trovate in possesso del fermato e ritenute probabile provento dell’attività illecita. L’insospettabile impiegato dopo il blitz scattato sulla statale 7 è stato condotto negli uffici della questura di via Palatucci e dichiarato in arresto con l’accusa di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente. Successivamente è stato condotto nella casa circondariale di largo Magli, a disposizione del pm di turno. Ora gli investigatori diretti dal dottor Pititto stanno lavorando per scoprire i canali di approvvigionamento e di spaccio dell’eroina. Indagano per individuare il luogo in cui ha preso la droga e dove fosse diretto. Vogliono, inoltre, accertare se l’impiegato, che non ha mai avuto guai con la giustizia, lavorasse per conto di un gruppo dedito al traffico di droga. Certo è che chi ha deciso di “collaborare” con Riezzo lo ha fatto proprio per evitare i serrati controlli che in questo periodo le forze dell’ordine stanno eseguendo per contrastare lo spaccio ma anche il consumo di droga.

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