18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca

Ferrante consegna il piano in Procura e chiede di produrre


TARANTO – Incontro lampo in tribunale tra Bruno Ferrante e il Procuratore aggiunto Pietro Argentino. Il presidente dell’Ilva questa mattina ha consegnato in Procura un piano di interventi agli impianti sequestrati che ora passerà al vaglio dei giudici che dovranno valutare se è valido e rispettoso delle prescrizioni formulate finora. Il piano sarà poi svelato da Ferrante in una conferenza stampa organizzata per le ore 16 di questo pomeriggio. Secondo indiscrezioni, comunque, la proposta dell’azienda è quella di un investimento di 400 milioni di euro per risanare l’area a caldo. Ferrante avrebbe presentato anche un’istanza in cui si chiede di lasciare la facoltà d’uso e quindi di poter continuare a tenere funzionanti gli impianti per produrre acciaio. Intanto, come anticipato da TarantoBuonaSera, ieri è arrivato il primo autentico stop agli impianti.

I custodi giudiziari, a circa due mesi dal sequestro, hanno notificato all’Ilva un provvedimento in cui si impone lo spegnimento degli altoforni e di tutte le batterie della cokeria. Nello specifico si dovrà provvedere allo spegnimento delle batterie delle cokerie 3,4, 5,6, al rifacimento delle batterie 9,10,11, allo spegnimento delle torri dalla 1 alla 7, degli altoforni da 1 a 5, dell’acciaieria 1, al rifacimento dell’acciaieria 2 e del reparto Gestione rottami ferrosi. D’altra parte anche sabato mattina il procuratore Franco Sebastio era stato chiarissimo: “Il sequestro impone l’eliminazione delle emissioni inquinanti e pericolose e all’uopo inibisce qualunque attività produttiva degli impianti sequestrati. Il sequestro inibisce l’utilizzo degli impianti e delle aree sequestrate ai fini produttivi, ivi compresi i parchi minerari”. Anche questi ultimi rientrano nel piano dell’Ilva. Con quasi mezzo miliardo, infatti, si dovrebbe provvedere innanzitutto alla semicopertura dei parchi che, soprattutto nei giorni più ventosi, sprigionando ovunque polveri sottili. Il progetto di copertura potrebbe essere disegnato da un architetto di fama mondiale. Nelle scorse settimane, diverse volte, custodi e Procura avevano bocciato i rimedi proposti dall’Ilva. Un’eventuale variazione di linea potrebbe avvenire con quest’ultimo piano con il quale Ferrante è corso ai ripari. Dopo l’ultima direttiva dei custodi, i sindacalisti hanno confessato grande preoccupazione per le eventuali ricadute occupazionali, anche se i custodi hanno disposto che il personale in esubero debba essere ricollocato nelle operazioni di bonifica. Al momento non sono state annunciate manifestazioni di protesta, ma il clima nel siderurgico è teso. Ieri, inoltre, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha twittato che si costituirà parte civile nel processo mirato ad individuare responsabilità per inquinamento di Taranto. Lo aveva detto anche nella conferenza stampa che ha tenuto a Taranto venerdì scorso, aggiungendo anche che l’Ilva ha rinunciato ai ricorsi presentati contro i provvedimenti del gip Todisco. Parallelamente alla vicenda giudiziaria, prosegue anche il lavoro della commissione Ippc/ Aia incaricata di scrivere le nuove prescrizioni dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) all’Ilva.

Serena Scarinci

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