19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Cronaca

Ferrante: senza produrre niente investimenti


TARANTO   – Se non produciamo, non possiamo investire su Taranto. E’ questo, in estrema sintesi, quello ha detto il presidente dell’Ilva nel corso di una conferenza stampa che si tenuta questo  pomeriggio nello stabilimento tarantino. Bruno Ferrante  ha illustrato il piano di interventi immediati che stamattina ha presentato in Procura.  Si tratta di investimenti per una cifra superiore a 400 milioni di euro, comprensivi dei  146 milioni inizialmente messi a disposizione. Soldi che l’Ilva è disposta a spendere per risanare l’area sotto sequestro. “Oltre a proporre gli interventi, alla Procura abbiamo chiesto – ha spiegato Ferrante – di mantenere l’attività minima strategica, così come indicato anche dal Riesame . Questa istanza non chiede di modificare le decisioni assunte dall’autorità giudiziaria, ma il mantenimento della minima attività strategica produttiva è necessario per perseguire contemporaneamente la  tutela dell’ambiente, della salute, dei posti di lavoro e il risanamento ambientale”.

Gli interventi immediati predisposti dall’azienda riguardano anche i parchi minerali, per i quali l’Ilva ha dato incarico ad una società estera di progettare un sistema di copertura. “In attesa di vedere questo studio di fattibilità di copertura degli oltre 70 ettari di terreno  – ha aggiunto Ferrante – abbiamo immaginato altri interventi immediati come l’impermeabilizzazione dei parchi, l’umidificazione delle strade e delle piste e dei cumuli”. Sono stati definiti interventi anche sulle cokerie, sugli Altoforni 1 e 2, sull’agglomerato e l’acciaieria ed indicati i tempi di realizzazione, che  arrivano anche a quattro anni. Il risanamento degli impianti, secondo il presidente, non dovrebbe portare problemi occupazionali.

“Continuiamo a lavorare anche con il Ministero per la definizione della nuova Aia – ha aggiunto Ferrante – e abbiamo chiesto la realizzazione di un accordo di programma nel quale vengano fissati gli impegni, non solo dell’azienda, ma anche delle altre parti. Intanto con questo impegno straordinario preso oggi, guardiamo al futuro dell’Ilva, di  Taranto e dell’acciaieria italiana”.

Nel pomeriggio Ferrante ha incontrato anche i sindacalisti ai quali ha presentato il piano. “400 milioni di euro – ha spiegato Mimmo Panarelli della Fim-Cisl – non sono poi così tanti. Siamo preoccupati”. I custodi ieri hanno indicato che eventuali  lavoratori in esubero devono essere ricollocati nelle attività di bonifica, ma stasera è stato lo stesso Ferrante a confermare che non avrebbero le competenze per fare un lavoro diverso da quello svolto finora.

Il presidente ha detto che le iniziative dell’azienda coincidono in gran parte sia con le richieste dei custodi che con le prescrizioni Aia, ma finora la Procura è stata chiara: il sequestro inibisce l’utilizzo degli impianti ai fini produttivi. L’attività giudiziaria non è negoziabile. Se il piano presentato non fosse in linea con le prescrizioni formulate dai giudici, lo scenario sarebbe completamente diverso. “Qualora non ci fosse un’attività strategica produttiva – ha concluso Ferrante – non ci sarebbe consentito fare investimenti”.

Tra gli sviluppi della giornata anche il via libera alla Camera al decreto legge per il risanamento ambientale e la riqualificazione di Taranto. Il testo ora passa al Senato.

Serena Scarinci

(foto  Studio R. Ingenito)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche