Cronaca

Comune, i revisori dei conti bocciano l’Amiu: “A rischio la continuità aziendale”


TARANTO – “In merito alla situazione economica e finanziaria della società, i sindaci, nella loro relazione, dichiarano che la gestione della società è pesantemente condizionata dai debiti pregressi ed esprimono la loro preoccupazione in merito alla stessa “continuità aziendale””. E’ quanto si legge nella relazione, stilata dal collegio dei revisori dei conti del Comune, sul bilancio di previsione 2012. Una sostanziosa parte, delle 157 pagine che compongono il documento, è utilizzata per analizzare, nel dettaglio la situazione dell’Amiu di Taranto. Per farlo, i revisori, prendono nota delle osservazioni giunte (come nel caso della “continuità aziendale”) direttamente dal collegio sindacale dell’azienda che si occupa dell’igiene pubblica.

“Dalla nota integrativa e dalla relazione sulla gestione, si rileva che la società continua a presentare un elevato livello di contenzioso sia con i dipendenti che con gli enti previdenziali ed assistenziali e che sono ancora in essere una serie di contenziosi fiscali con l‘Agenzia delle Entrate su annualità pregresse e per le quali la società ha proposto ricorso”. Le osservazioni dei revisori del Comune non tralasciano la disamina del bilancio dell’Amiu. Una analisi che parte da un ricorso “innanzi alla Commissione tributaria provinciale di Taranto relativamente ad accertamenti Iva ed imposte dirette per gli anni 2002 e 2004 e per i quali, in data 4.11.2011, la commissione provinciale si è pronunciata disponendo per l’annullamento totale delle due cartelle esattoriali e motivando il provvedimento con il mancato rispetto dei termini nell’emissione dell’avviso di accertamento. A seguito di tale sentenza – si legge nella relazione – la società, valutando solo possibile il rischio di soccombenza in secondo grado, ha ritenuto di stornare interamente gli stanziamenti effettuati negli anni passati al fondo rischi. Il Collegio rileva che lo storno dello stanziamento è stato appostato in bilancio tra le partite straordinarie per l’importo di 5.862.318 euro con conseguente abbattimento della perdita di esercizio conseguita nella gestione ordinaria”. In parole povere, nel bilancio del 2011 “si rileva un utile di esercizio pari a 249.731 euro” ma questo risultato, secondo i revisori “rinviene dalla gestione delle partite straordinarie e precisamente da sopravvenienze attive conseguite per 5.863.056 euro a causa dello storno degli accantonamenti appostati al fondo rischi sul contenzioso con l’Agenzia delle Entrate”. A tal proposito “il collegio fa presente che l’utile operativo lordo evidenzia invece un dato negativo di bilancio pari a 4.003.455 euro con un incremento rispetto all’esercizio 2010 di 2.669.232 euro”. I revisori dei conti tornano a prendere in considerazione la relazione del collegio sindacale dell’Amiu nel momento in cui parlano della situazione economico finanziaria dell’azienda. “Esso segnala all’organo amministrativo le inadempienze di versamenti erariali e previdenziali che, per importo o natura, si configurano come reato penale. In merito all’ingente debito nei confronti dell’Inpdap, pari a 16.176.282 euro, gli stessi (il riferimento è al Collegio sindacale) sempre nella loro relazione, affermano che la società ha concordato con lo stesso ente previdenziale il rinvio della richiesta di rateazione del debito al momento di estinzione delle altre rateazioni in corso in modo da liberare risorse da destinare all’ammortamento del debito. Il collegio però stante il percorso di assorbimento dell’Inpdap da parte dell’Inps, ente quest’ultimo notoriamente più rigoroso e meno incline a procedure “elastiche”, esprime il proprio timore in ordine all’eventualità che la società possa “improvvisamente ritrovarsi di fronte ad uno scenario radicalmente mutato non gestibile in “via bonaria””. I revisori dei conti non mancano di mettere in evidenza i costi del personale dell’Amiu con riferimento al diffuso utilizzo dello “straordinario”: “Il costo medio pari a 43.079,44 euro appare elevato rispetto ai livelli contrattuali medi del settore. Tale importo è certamente stato influenzato, come confermato dallo stesso collegio sindacale della società, dalle prestazioni di lavoro straordinario”.

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