19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca

Lospinuso: “Non possiamo rinunciare alla nostra vocazione industriale”


TARANTO – “Il Pd fa due facce: da una parte gioca a fare il partito di lotta, dall’altra fa il partito di Governo. Basti pensare che i “democratici”, che siedono nelle Amministrazioni di Comune, Provincia e Regione, hanno dato parere favorevole a Tempa Rossa, lo stesso progetto che ora chiedono di rivedere”. Come facilmente prevedibile, la conferenza stampa andata in scena ieri, nel corso della quale il Partito democratico ha presentato un ordine del giorno contro il progetto dell’Eni, ha lasciato dietro di sè strascichi polemici tutt’altro che trascurabili. Sull’argomento abbiamo ascoltato il parere del consigliere regionale del Pdl Pietro Lospinuso. Il Pd sembra intenzionato a cavalcare “l’onda verde”.

Come giudica questa posizione? “Mi sembra una attività propagandistica. Il Pd chiede di rivedere il parere favorevole rilasciato dal Comune in merito a Tempa Rossa ma forse dimentica che quel progetto dell’Eni ha ricevuto il via libera anche di Provincia e Regione. Su quell’investimento sono state fatte tutte le verifiche di carattere ambientale. E’ stata rilasciata l’Aia”. Perché Taranto non può fare a meno di Tempa Rossa? “Ci sarebbero troppe ricadute negative per la città. La cancellazione di questo progetto potrebbe mettere in forse anche l’attività della raffineria. Taranto non può rinunciare alle ricadute occupazionali derivanti dal progetto dell’Eni. Così come non si può rinunciare alle compensazioni ambientali previste dalla legge Marzano che, secondo quanto riferirono Stefàno e Florido, prevederebbero autobus a metano, fotovoltaico sui tetti delle scuole e, dunque, un considerevole risparmio sulla bolletta energetica di Comune, Provincia e, quindi, dei tarantini”. Certo, ma sono in molti a credere che bisognerebbe puntare sullo sviluppo del porto. “Sì, ma è praticamente impossibile guardare allo sviluppo del porto senza la movimentazione delle navi di Eni ed Ilva. I dati del 2011 dicono che l’89% della movimentazione nel porto di Taranto è stata dedicata alle attività industriali. Si può dire tutto per raccogliere voti, purché si dica espressamente quale futuro attende gli operai dell’Ilva e dell’Eni. Si deve mantenere in vita la nostra vocazione industriale. Chi la pensa in maniera diversa deve parlare delle alternative. Di proposte ne ho sentite davvero poche”. E relativamente all’Ilva qual è la via maestra per riuscire a coniugare ambiente e lavoro? “Bisogna continuare sulla strada intrapresa dalla Procura. L’obiettivo è quello di pretendere tutte le garanzie in termini ambientali, per garantire l’occupazione non fermando la produzione”. Come giudica la “questione morale” sollevata da Pelillo? L’assessore, tra le altre cose, ha anche chiesto di “conoscere i nomi dei 13 indagati” nell’inchiesta bis sull’Ilva. “La Magistratura deve fare il suo dovere e lo sta facendo bene. Noi politici dobbiamo occuparci di risolvere il problemi dei cittadini”. E’ soltanto una impressione o il Pdl è distante dal dibattito sul futuro economico della città? “Chiaramente il Pdl, essendo in una fase di organizzazione interna, sembra lontano ma così non è. La linea del partito, sulle grandi questioni della città, è stata sempre estrinsecata dal sottoscritto e dai vertici provinciali. Per non parlare dell’attenzione dedicata dall’ex ministro Fitto al dibattito parlamentare per l’approvazione del decreto legge su Taranto”.

Fabio Mancini

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