Cronaca

Il Ministro: «Spero che Melucci ritiri il ricorso»

Calenda gelido su Emiliano: anche lui al tavolo? Non lo so


Il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda,
torna a invitare il sindaco di
Taranto, Rinaldo Melucci, a ritirare
il ricorso al Tar contro il decreto
ambientale per l’Ilva a una settimana
dal tavolo già in calendario per
il 20 dicembre.

“Spero – ha detto
Calenda a margine della presentazione
della nuova piattaforma per
gli investimenti esteri in Italia –
che il sindaco di Taranto si presenti
come aveva promesso con il ricorso
ritirato. In ogni caso al tavolo affronteremo
tutti i punti. Le porte
sono aperte, l’importante è che si
venga con la volontà di discutere”.
Quanto alla presenza, invece, del
governatore della Regione Puglia,
Michele Emiliano, Calenda ha
detto: “Non lo so”. Insomma, il
ministro si conferma dialogante
con Melucci e molto più rigido
con Emiliano, a maggior ragione
dopo la polemica di ieri sulla
Tap-Auschwitz. “Dunque sull’Ilva
sostengo la lobby del carbone contro
quella del gas e sul Tap quella
del gas contro quella del carbone.

E quei poveracci della lobby del
petrolio?! Prossima puntata scie
chimiche e Stato Imperialista delle
Multinazionali”. Così, su twitter, il
ministro ha replicato al governatore
della Puglia, Michele Emiliano,
secondo il quale il titolare del dicastero
di Via Veneto “media fra
le lobby invece di occuparsi dei
cittadini”.
Per il presidente della Regione Puglia,
Michele Emiliano, il cantiere Tap di Melendugno “sembra Auschwitz”.

“Se vedete le fotografie
è proprio identico. Hanno alzato
un muro di cinta con filo spinato, è
impressionante. Stanno militarizzando
inutilmente una zona – dice
– e i cittadini si sentono coartati e
vedono in quella struttura qualcosa
che ricorda cose tristi della storia”.
Immediata la replica del ministro
dello Sviluppo economico, Carlo
Calenda: “Dire che sostengo il Tap
per favorire le lobby e trovarmi un
posto di lavoro è infantile e volgare
ma tutto sommato innocuo,
dire che il cantiere è uguale ad
Auschwitz è grave e irrispettoso.
Cerca di rientrare nei limiti di un
confronto civile”. Dopo il botta e
risposta Emiliano ha fatto marcia
indietro: “Il paragone tra il cantiere
Tap e Auschwitz è oggettivamente
sbagliato e mi scuso per averlo
inopportunamente utilizzato”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche