31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 20:35:00

Cronaca

​«La mia assistita non ha ucciso la madre»​

​Francesca Martire nel 2016 è stata assolta con il rito abbreviato dal gup che ha riconosciuto l’infermità mentale​


“La mia assistita non
ha ucciso la madre. Non l’ha soffocata.
L’anziana donna è morta per un
malore. Era già deceduta quando le
ha infilato i santini in bocca”.

Ricorso
in Appello presentato dall’avvocato
Fabrizio Lamanna per la 62enne
Francesca Martire che lo scorso anno
è stata assolta, per infermità mentale,
dall’omicidio della madre di 93 anni,
avvenuto in corso Italia. L’avvocato
Lamanna ha chiesto ai giudici della
Corte d’Assise di Appello di assolvere
la sua assistita con formula piena,
per non aver commesso il fatto.

Dopo
l’assoluzione Francesca Martire è
stata affidata ai responsabili di un
centro di accoglienza. dove sta seguendo
un percorso terapeutico.
La donna era stata arrestata nel
maggio del 2015 dai carabinieri. Nel
corso dell’interrogatorio di garanzia
aveva riferito al giudice che la sua
intenzione era quella di “liberare”
l’anziana madre dalle presenze che
avrebbero infestato la casa e che
dopo averle spinto un santino nella
bocca aveva aiutato la malcapitata a
respirare.La donna quella sera era
stata trovata in stato confusionale
dai militari del comando provinciale
nell’appartamento della madre. Dopo
l’omicidio era stata proprio lei a dare
l’allarme al 118.

I carabinieri della
Compagnia di Taranto, in seguito
alle risultanze delle indagini sul
decesso dell’anziana donna, avevano
sottoposto a fermo di polizia
giudiziaria la figlia della vittima,
che da circa una settimana era arrivata
da Londra dove viveva col
marito e lavorava come antiquario,
per trascorrere qualche giorno con
l’anziana madre. Francesca Martire
per stare da sola con la madre aveva
anche congedato le due badanti. I militari
dell’Arma avevano fermato la
donna dopo un accurato sopralluogo
all’interno dell’abitazione, eseguito insieme ai loro colleghi della sezione
investigazioni scientifiche del reparto
operativo, e dopo aver accertato
che Francesca Martire, che si trovava
in un profondo stato di agitazione
,era in possesso di una prenotazione
di un volo per Londra.

L’appartamento della vittima, sottoposto
a sequestro era a soqquadro
e su numerosi indumenti lasciati in
camera da letto, erano state trovate
tracce di sangue.
Alcuni vicini avevano confermato
di aver sentito delle urla poco prima
della richiesta d’aiuto fatta al 118
dalla figlia dell’anziana deceduta.
Ascoltata dai carabinieri sul decesso
della madre, sul cui corpo il medico
legale aveva rilevato una piccola perdita
di sangue dalla bocca, la donna
aveva ammesso di averle aperto la
bocca, sostenendo di aver cercato
di soccorrerla da un non meglio
precisato disagio che la induceva
a dire cose terribili. Era stata poi
accreditata l’ipotesi di una morte
per soffocamento della malcapitata.

Ora dopo l’assoluzione dall’accusa di
omicidio per infermità mentale c’è
il ricorso dell’avvocato difensore il
quale sostiene che l’anziana donna
sia morta a causa di un malore.

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